ࡱ> 68345~ +bjbj\jj6`0l4.M.M.MhBP^MM(MMMMlN4Nel$ NMMNNhMM hhhNlMMehNehhnv>K.IMR p;'XG.M(hQ|I 0P|R(hRIhgnbvmnbvb EMBED StaticMetafileREGIONE LIGURIA Comitato Tecnico Regionale per il Territorio Sezione per la Pianificazione Territoriale Urbanistica VOTO n. 41 del 17.06.2008Comune di LEIVI (GE)Progetto preliminare del Piano Urbanistico Comunale con proposte di varianti al PTCPRELATORE: arch. Anna Kunitz ISTRUTTORIA: geom. Gabriele Muzio09-05-08 1 - PARERE ex art. 39, 1 comma LR 4.9.1997 n. 36 Strumento urbanistico in vigore: P.di F. approvato con DPGR n. 984 in data 09.09.1985; Progetto preliminare adottato con DCC n. 20 del 24.10.2007; Trasmesso con nota n. 5914 del 06.12.2007, pervenuta a mano in data 07.12.2007; Il parere che lAmministrazione Regionale chiamata a rendere sul progetto preliminare del PUC nelle more della formazione del PTR viene prodotto con riferimento agli atti di programmazione e pianificazione ad oggi predisposti dalla Regione nonch, con riferimento alla funzione di indirizzo e coordinamento attribuita nel sistema delle autonomie locali, a norma degli artt. 39 e 40 della citata LR n. 36/1997. I parametri rispetto ai quali vengono formulate le osservazioni di competenza, come di seguito specificati, sono costituiti dai principi informatori della gi richiamata LR n. 36/1997, dalle indicazioni desumibili dai piani e programmi operanti o in corso di formazione con particolare riferimento al PTCP con conseguente valutazione di compatibilit delle scelte contenute nel piano comunale nei casi in cui sebbene non sia richiesta esplicita variante al PTCP la previsione urbanistica si ponga in contrasto e nonch della fattispecie in cui, su richiesta del Comune ovvero su iniziativa regionale, sussistano le condizioni per procedere ad un aggiornamento del PTCP medesimo. 2 CONTENUTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PRELIMINARE Il preliminare del PUC costituito dai seguenti elaborati (pervenuti in unica copia): Vincolo idrogeologico:SiAree percorse dal fuoco :Si (alcune limitate porzioni vedi Tav.AN.7)Comune carsico:NoAbitato da consolidare:NoAree pSICNoClasse sismica:classe sismica Piano di BacinoSi (Ambito 16 Torrente Lavagna-Entella-Rupinaro vedi Tav.AN.9) 2 DATI STATISTICI COMUNE DI LEIVI Dati statistici1981199120011991/2001Superficie 9,87 kmqResidenti1.6502.0502.218+ 8% (circa)Prima casaSeconda casaNon occupatiAltroAlloggi al 1991817343449106AgricolturaIndustriaTerziarioAltroAddetti al 1991611456065 3 DESCRIZIONE DEL PIANO Il territorio del Comune di Leivi si colloca nellimmediato entroterra del Golfo del Tigullio, alle spalle di Chiavari e, marginalmente, di Zoagli. Chiavari il Comune con il quale confina per il tratto maggiore, a sud e ad est; ad est confina anche, per un breve tratto, con Carasco, a nord con il Comune di San Colombano Certenoli e ad ovest con quello di Zoagli. Lo sviluppo morfologico del territorio di Leivi prevalentemente collinare. Le aree pianeggianti sono piuttosto limitate e legate alla presenza del Torrente Rupinaro nel settore centrale a sud e del Torrente Lavagna in due modeste aree a nord-est e nellestrema propaggine settentrionale del territorio comunale (Piana di Seriallo). Dal punto di vista morfologico la direttrice che maggiormente influenza il Comune di Leivi il crinale spartiacque tra il bacino del Torrente Lavagna e quello del Torrente Rupinaro che attraversa diagonalmente lintero territorio comunale passando o lambendo le localit Curlo, San Bartolomeo, San Ruffino, Bocco, San Lorenzo. Le zone collinari meno acclivi sono caratterizzate dalla presenza preponderante dellulivo. Le caratteristiche del territorio comunale di Leivi e la mancanza di settori atti ad una concentrazione urbanistica, hanno condotto ad unespansione edilizia di tipo sparso, con presenze di elementi frazionali, disposti prevalentemente sui versanti costieri per oggettive condizioni morfologiche ed espositive, nonch la qualit dellambiente e la panoramicit dei siti , peraltro vicini alla citt di Chiavari (circa km. 4) dove sono presenti i principali servizi. Per contro i pendii verso la Val Fontanabuona presentano unurbanizzazione assai pi scarsa e condizioni geo-morfologiche gi pi critiche. La Descrizione Fondativa costituita da una serie di elaborati che per le diverse tematiche sviluppano lanalisi e la descrizione del territorio in sostanziale coerenza con le indicazioni della LR 36/1997. Molti elaborati riportano alla scala comunale gli studi gi effettuati con gli studi propedeutici del PTCP, gli assetti insediativi dello stesso. presente la carta degli asservimenti, la carta sulla suscettivit alluso agricolo del territorio(provincia). Non risultano specifiche carte di sintesi, volte a evidenziare nel loro insieme le condizioni di criticit e le risorse territoriali da valorizzare che in qualche modo condizionano le scelte della struttura e ne determinino il grado di suscettivit alla trasformazione dello stesso, da rapportare al quadro dellindividuazione degli obiettivi e alle scelte della struttura. Vengono allegati il Documento degli Obiettivi, la Struttura di piano comprensivo delle Norme di Conformit e Congruenza e la Disciplina Paesistica di Livello Puntuale. A fronte di una complessivo quadro di analisi di supporto alle scelte del piano, si ravvisa la necessit di alcune integrazioni ed approfondimenti delle soluzioni prefigurate dal piano stesso, meglio illustrate nella parte valutativa del piano stesso.. Il Documento degli obiettivi gli obiettivi individuati sono: invertire la tendenza al consumo diffuso di suolo a fini residenziali con azioni mirate ed unitarie di recupero, qualificazione paesistica e salvaguardia del territorio rurale (in particolare uliveti e vigneti) ed introducendo funzioni di interesse turistico compatibili. Inoltre si ritiene opportuna la trasformazione dellarea urbana di San Bartolomeo come centro del capoluogo del Comune con la ricollocazione delle funzioni amministrative e di servizio (casa comunale, unico complesso scolastico); mantenere lidentit dei versanti, attraverso la riqualificazione dei nuclei storici e rurali, le sistemazioni e gli usi tradizionali del terreno, il contenimento della crescita insediativa al fine di non modificare la dimensione attuale dei nuclei esistenti n il carattere insediativo sparso dei versanti; adeguare la rete viaria comunale (nuovo tracciato di collegamento San Bartolomeo-SP 32 Bocco-Rostio; ammodernamento della viabilit esistente: Camposasco-Maggi, San Bartolomeo-Pontevecchi-Selaschi, SP 32-Garbuggi-San Terrenziano-Rostio), integrare le strutture sportive e creare nuovi spazi per la sosta delle auto; integrare lofferta dei servizi in particolare la dotazione dei nuclei frazionali al fine di incentivare il permanere della funzione abitativa primaria; individuare le attivit produttive solo nelle aree site a nord e nord-est del territorio comunale poste lungo gli argini fluviali del Torrente Lavagna e dove peraltro sono presenti le aree di minore acclivit; potenziare le strutture commerciali attualmente a carattere episodico e potenziare le strutture per la ristorazione esistenti con possibilit di ampliamento anche finalizzato alla realizzazione di posti letto per la ricettivit ad oggi carenti (il tutto gravita su Chiavari). STRUTTURA DEL PIANO Il disegno della struttura di piano individua le trasformazioni pi salienti sul versante esposto a SUD che va dal Bocco al Carmine, in particolare prefigurando un nuovo consolidamento di tipo urbano (funzioni residenziali e di servizi,) in corrispondenza di S.Rufino, una nuova espansione produttiva a s,Lorenzo e un ulteriore consolidamento residenziale a S. Bartolomeo e S.Terenzo. Sono individuati come distretti di trasformazione le previsioni produttive di Pian seriallo (oggetto dellAccordo di Pianificazione Sistema Lavagna) ancora in fase di approvazione. Altro distretto di trasformazione localizzato a Lavazzola al confine con il Comune di Carasco. Linfrastruttura viaria di maggior rilievo (oltre a quelle previste dai distretti di trasformazione)riguarda la nuova viabilit di mezzacosta collinare da S. Bartolomeo a S.Rufino. Larea di presidio ambientale sostanzialmente individuata dagli ambiti TPA e TPAEO, prevalentemente disposti sul sopracitato versante oltre ad alcune parti sul versante verso il torrente Lavagna, in particolare in corrispondenza con il confine del comune di Carasco. Nella struttura di piano, vengono evidenziate sovrapposti agli ambiti e distretti che la configurano, le criticit geologiche che interessano nello specifico, aree di frana e aree esondabili, questultime di particolare rilevanza nella piana di Seriallo e in parte sul fiume Lavagna in corrispondenza di Carasco, dove sono previste trasformazioni insediative produttive estremamente rilevanti. Gli episodi franosi di maggiore evidenza interessano ambiti non insediabili, fatti salvi quelli individuati tra caseCiansaben e Costalunga. Il territorio comunale stato suddiviso in 1 grande ambito TPA caratterizzante prevalentemente il versante a Sud-con una sottozona (tpaEO) la parte altimetricamente pi bassa di tale versante ( sponda sinistra del torrente rupinaro) dove sono poste condizioni pi limitative alle trasformazioni in quanto ritenuto ambito di elevata sensibilit. Oltre al TPA sono individuati : 10 ambiti di conservazione di valore storico ambientale AC-CE corrispondenti ai centri o nuclei storici del comune 1ambito AC-OR Ambito di Conservazione degli impianti organizzati recenti del sistema urbano , ambito saturo dellespansione di fondovalle di S. Terenziano; 19 ambiti di riqualificazione residenziali saturi (AR-CO) che individuano il tessuto edilizio urbano delle diverse frazioni, considerato saturo 25 ambiti di riqualificazione di nuova costruzione in aree periurbane (AR-CP) che sono sostanzialmente le nuove zone di espansione prevalentemente residenziale 5 ambiti di Riqualificazione degli Impianti Produttivi esistenti e di nuovo insediamento (AR-AP) comprendendo anche inter venti di nuova costruzioni in ambiti ad oggi non insediati 1 ambito A-IPP maneggio esistente loc. Tiro a volo volto alla riqualificazione e ricostruzione di un maneggio privato con linserimento di strutture ricettive 3 Distretti di Trasformazione di cui 1, il pi consistente legato alle previsioni dellaccordo in fase di formazione del sistema lavagna, gli altri due (di tipo residenziale ?) in parte in corso di approvazione e di cui dl DT3 non viene menzionato nulla . Il pUC conferma altres 13 zone Z.A.P.S.A. del P. di F. vigente (art. 31) (IS-MA / ID-MA) che pur denominate quali zone produttive di salvaguardia ambientale, di fatto sono aree di concentrazione volumetrica rispetto ad aree agricole pertinenziali che avevano configurato degli SUA alcuni attuati, ma la maggior parte in corso o sospesi (vedasi voto provinciale). Lambito TNI non insediabile, interessa sia boschi che gerbidi e pascoli, e si consente comunque una edificabilit residenziale sia pure da trasferirsi in ambiti di PTCP che lo consentano. Pi specificatamente le previsioni per gli specifici ambiti sono di seguito descritti. Ambiti di conservazione Ambito di Conservazione degli impianti edificati di valore storico-ambientale (AC-CE) art. 21 Passo del Bocco (ID-CO) loc. Serbatoio (IS-MA richiesta variante ad ID-CO) loc. Casa Raggio (ID-CO / IS-MA) loc. San Rufino (IS-MA) loc. Rescussi (IS-MA / ID-MA) lo. Casa Ciansaben (ANI-MA richiesta variante a NI-MA) loc. San Bartolomeo (ID-MA) loc. Case Falaschi e Case Gazo (IS-MA) loc. C Lavezzola (IS-MO/b) loc. Casagrande (IS-MA). Destinazioni: residenza, attivit direzionali e professionali, funzioni del connettivo urbano, ricettivit turistica, funzioni produttive (solo per attivit gi presenti), sistema dei servizi collettivi e degli impianti tecnologici. Ambito saturo. Non consentita la realizzazione di nuovi fabbricati. Interventi sugli edifici esistenti: fino alla ristrutturazione edilizia; ampliamento dei fabbricati abitativi esistenti (una tantum) per adeguamento funzionale, igienico o tecnologico (incremento volumetrico max del 10% a livello di edificio pi un ulteriore incremento max del 10% della S.A. per ciascuna unit abitativa esistente sino a 80 mq. pi il 5% della quota compresa tra 80 e 120 mq) aumento delle unit abitative con reperimento di idonea area per il parcheggio privato (se questo non possibile si applica la monetizzazione a favore del Comune); sostituzione e ricomposizione edilizia solo per piccoli manufatti di servizio pertinenziale alle attivit insediate (volumetria max inferiore a mc 100); costruzioni interrate solo per deposito attrezzi con rapporto max di superficie di 1/3 rispetto alla superficie della pertinenza scoperta (superficie ammessa da mq 6 a mq 15). I parcheggi pertinenziali alle unit abitative potranno essere realizzati nella misura max di mq 15 per ciascuna unit abitativa; interventi sugli spazi esterni (ammessi accessi dalla via pubblica a superfici destinate a parcheggio; ammessa la realizzazione di aree per il parcheggio solo se munite di apertura diretta su strade carrabili; realizzazione di nuove recinzioni (H max mt. 1,10). Ambito di Conservazione degli impianti organizzati recenti del sistema urbano (AC-OR) art. 22 Ambito saturo. Interventi di nuova edificazione realizzati a seguito di SUA approvati ed attuati con lo SUG vigente. Loc. San Terenziano (IS-MO/b) Destinazioni: residenza, attivit direzionali e professionali, funzioni del connettivo urbano, ricettivit turistica, funzioni produttive (solo per attivit gi presenti), sistema dei servizi collettivi e degli impianti tecnologici. Interventi sugli edifici esistenti: fino alla ristrutturazione edilizia (per questultima solo interventi volti a migliorare i caratteri distributivi interni agli edifici senza cambio di destinazione duso. Il cambio duso ammesso solo per attribuire alla funzione duso principale superfici gi ad essa pertinenti o accessorie; non ammessi incrementi volumetrici se non per necessit tecniche di adeguamento degli impianti condominiali; ammesso incremento delle unit abitative esistenti con S.A. minima di mq 35; non ammesso il cambio duso verso la destinazione abitativa di interi fabbricati che non hanno tale destinazione come dominante); non ammessa la sostituzione edilizia o la ricomposizione edilizia aumento delle unit abitative con reperimento di idonea area per il parcheggio privato (se questo non possibile si applica la monetizzazione a favore del Comune); costruzioni interrate solo per deposito attrezzi con rapporto max di superficie di 1/4 rispetto alla superficie della pertinenza scoperta (superficie ammessa max mq 9). Ammessa la realizzazione di autoparcheggi interrati e di altri volumi pertinenziali; interventi sugli spazi esterni (ammessi accessi dalla via pubblica a superfici destinate a parcheggio; ammessa la realizzazione di aree per il parcheggio solo se munite di apertura diretta su strade carrabili; realizzazione di nuove recinzioni (H max mt. 1,10). AMBITI DI RIQUALIFICAZIONE Ambito di riqualificazione degli impianti residenziali saturi (AR-CO) art. 23 Ambito saturo che comprende aree edificate in epoche diverse e disposte generalmente lungo la viabilit principale. (ID-CO, ID-MA, ID-MO/a, parti minoritarie IS-MA e IS-MO/b). Non consentita la realizzazione di nuovi fabbricati. Destinazioni: residenza, attivit direzionali e professionali, funzioni del connettivo urbano, ricettivit turistica, funzioni produttive (solo per attivit gi presenti), sistema dei servizi collettivi e degli impianti tecnologici. Interventi sugli edifici esistenti: fino alla ristrutturazione edilizia (per questultima gli interventi sono volti a migliorare i caratteri compositivi delledificazione esistente al fine di omologarli alle caratteristiche dominanti nellambito; cambio di destinazione duso ad abitativa - con PCC - di fabbricati che possiedano i caratteri di idoneit unit abitative con S.A. superiore a mq 60 ed H non inferiore a mt 2,70; cambio di destinazione sempre ammesso per superfici facenti parte di edifici gi a dominante funzione abitativa; aumento delle unit abitative esistenti con S.A. non inferiore a mq 35); ampliamento dei fabbricati abitativi esistenti per adeguamento funzionale, igienico o tecnologico delle funzioni duso esistenti (a livello di edificio max 20% della preesistenza con un max di mc 200 e con un ulteriore incremento max del 20% della S.A. dellunit abitativa esistente); ampliamento dei fabbricati esistenti con utilizzo di disponibilit volumetrica proveniente dallesterno; aumento delle unit abitative con reperimento di idonea area per il parcheggio privato (se questo non possibile si applica la monetizzazione a favore del Comune); sostituzione edilizia con incremento della S.A. max del 10% della preesistenza (altezza dovr essere invariata); ricomposizione edilizia solo per interventi di recupero strutturale e riqualificazione di volumi esistenti sino a mc 150 v.p.p. totali aventi caratteri costruttivi incongrui con il contesto. Se il manufatto realizzato in aderenza o ad una distanza max di mt 15 dalledificio principale ammessa, contestualmente alla sua demolizione lutilizzo del 30% della volumetria demolita con un max non superiore a mc 25, lintegrazione del fabbricato principale presente nella stessa propriet; costruzioni interrate solo per deposito attrezzi con rapporto max di superficie di 1/3 rispetto alla superficie della pertinenza scoperta (superficie ammessa da mq 6 a mq 15). I parcheggi pertinenziali alle unit abitative potranno essere realizzati nella misura max di mq 30 per ciascuna unit abitativa; interventi sugli spazi esterni (ammessi accessi dalla via pubblica a superfici destinate a parcheggio; ammessa la realizzazione di aree per il parcheggio solo se munite di apertura diretta su strade carrabili; realizzazione di nuove recinzioni (H max mt. 1,10). Ambiti di riqualificazione per integrazione edilizia degli impianti periurbani (AR-CP) art. 24 Ambiti (n. 25 ambiti) che corrispondono ad insiemi di aree libere da edificazioni o parzialmente edificate generalmente contigue ad insediamenti diffusi e che presentano idoneit al completamento degli insediamenti stessi in contestualit ad integrazioni della dotazione di aree per servizi collettivi. (ID-CO IS-MO/b ID-MA ID-MO/a IS-MA - per la porzione di questo ultimo regime sito nelle vicinanze di Passo del Bocco stata richiesta la variante in ID-CO - Variante n. 1). Destinazioni: residenza, attivit direzionali e professionali, funzioni del connettivo urbano, ricettivit turistica, funzioni produttive (solo per attivit gi presenti), sistema dei servizi collettivi e degli impianti tecnologici. Gli interventi di nuova edificazione verranno attuati attraverso la preventiva approvazione, con apposita D.C.C., di Schema di Assetto Urbanistico (SAU). Il rilascio del titolo abilitativo per la nuova edificazione residenziale subordinato alla stipula di convenzione con il Comune nella quale il soggetto attuatore assume impegno a realizzare e a cedere al Comune le opere infrastrutturali di interesse generale e/o di superfici a standard urbanistico (parcheggio o verde pubblico attrezzato). Tali opere di interesse generale, su richiesta della C.A., possono essere anche realizzate al di fuori del luogo di intervento oppure essere monetizzare per la realizzazione di opere pubbliche gi oggetto di approvazione. Interventi sugli edifici esistenti: fino alla ristrutturazione edilizia (per questultima gli interventi con cambio di destinazione duso ad abitativa limitata solo alle superfici di edifici in cui tale funzione dominante; sono ammessi gli incrementi volumetrici per esigenze di ordine igienico, funzionale o impiantistico fino ad un max del 20% della quota di volumetria v.p.p. esistente sino a mc 300 oltre al 10% della quota tra mc 301 e 500 con la possibilit di aumentare laltezza delledificio max di mt. 1,00); non sono ammessi incrementi del numero delle unit abitative esistenti; sostituzione o ricomposizione edilizia senza mutamento della destinazione duso verso quella abitativa o commerciale; per manufatti incongrui ammessa la demolizione e ricostruzione con incremento della S.A. esistente max del 10%; costruzioni interrate per parcheggi privati o per altre funzioni pertinenziali (non deve comportare la modifica della quota finita oltre mt 1,00 - se il manufatto interrato non sottostante ledificio principale la superficie netta dovr essere max mq 50 - se il volume interrato produce unelevazione della quota di sistemazione finale della copertura rispetto al terreno originario laltezza max interna dovr essere di mt 2,25, in caso contrario H max mt 2,40). Schede dAmbito AR-CP AR-CP 1 loc. San Bartolomeo (ID-MA porzione minoritaria ANI-MA richiesta variante a ID-MA) La finalit della previsione quella di giungere ad un completamento residenziale dellambito di San Bartolomeo gi dotato di servizi primari e secondari (edilizia residenziale convenzionata per giovani coppie e anziani residenti nel Comune). Funzioni ammesse: residenziale convenzionato, servizi pubblici (parcheggi pubblici pari ai mq di SA, realizzazione di palestra nelle aree per servizi adiacenti alla scuola elementare). Modalit di attuazione: PCC riferito allintera area previa approvazione di SAU unitario. Parametri: superficie ambito mq 11.688,00 - max n. 3 edifici con S.A. max mq 900 cadauno, (SA max di soglia mq 2.000, mc max 6.000) n. piani min. 2 max 3 h max mt. 9,50. AR-CP 20A, 20B, 20C loc San Bartolomeo (ID-MA) Funzioni ammesse: residenziale, servizi pubblici (parcheggi cessione aree pari alla SA realizzata per gli ambiti A e B, il 70% dellarea limitrofa per lambito C, viabilit, verde pubblico cessione aree pari al 30% dellarea limitrofa per lambito C). Modalit di attuazione: PCC previa approvazione di SAU unitario. Parametri: Ambito A: superficie ambito mq 4.501,00 - n. 2 edifici con S.A. max mq 90 cadauno (SA max di soglia mq 180, mc max 540) n. piani 2 h max mt. 6,50. Ambito B: superficie ambito mq 3.106,00 - n. 2 edifici con S.A. max mq 90 cadauno (SA max di soglia mq 180, mc max 540) n. piani 2 h max mt. 6,50. Ambito C: superficie ambito mq 1.416,00 - n. 1 edificio con S.A. max mq 90 (SA max di soglia mq 90, mc max 270) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 22 loc. Carmini (ID-MA) Funzioni ammesse: residenziale, servizi pubblici (parcheggi cessione aree pari alla SA realizzata, viabilit). Modalit di attuazione: progetto unitario riferito allintero ambito contenente convenzione per laccollo alla formazione dei servizi pubblici. Parametri: superficie ambito mq 8.515,00 - n. 3 edifici con S.A. max mq 180 cadauno (SA max di soglia mq 270, mc max 810) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 18 loc. Curlo (IS-MA) Funzioni ammesse: residenziale, servizi pubblici (parcheggi cessione aree pari ad almeno 3 volte la SA realizzata, adeguamento e razionalizzazione della viabilit esistente). Modalit di attuazione: progetto unitario riferito allintero ambito con rilascio di PCC. Parametri: superficie ambito mq 21.066,00 - n. 2 edifici con S.A. max mq 150 cadauno (SA max di soglia mq 300, mc max 900) n. piani 2 h max mt. 6,50. LIUI dovr essere di 0,02 mq/mq per i primi mq 5.000 asserviti e di 0,015 mq/mq per i mq eccedenti i mq 5.000 asserviti. AR-CP 2 loc. Rostio (ID-MO/a IS-MA) Funzioni ammesse: residenziale, pubblici esercizi, servizi (parcheggi pubblici mq 850 verde pubblico attrezzato mq 850) Modalit di attuazione: PCC previa approvazione di SAU unitario dellintero ambito. Parametri: superficie ambito mq 16.272,00 - max n. 4 edifici con S.A. max mq 440 cadauno (SA max di soglia mq 1.700, mc max 5.100) n. piani min. 2 max 3 h max mt. 9,50. AR-CP 3 loc. San Terenziano (IS-MO/b) AR-CP 4 loc. San Terenziano (IS-MO/b) AR-CP 5 loc. San Terenziano (IS-MO/b) AR-CP 6A e 6B loc. I Molini (IS-MO/b) Le aree sono site nel fondovalle del Torrente Rupinaro a confine con il Comune di Chiavari. Le previsioni del preliminare del PUC sono quelle di confermare gli insediamenti a carattere artigianale in atto per la porzione a sud della viabilit e proporre per la parte a nord della viabilit stessa la destinazione a carattere residenziale. Gli interventi negli ambiti in esame dovranno conseguire prioritariamente lallargamento della strada (ml. 2,00) e il reperire degli spazi di sosta in aderenza alla strada stessa (totale circa mq 1.600). Funzioni ammesse: residenziale, servizi pubblici. Modalit di attuazione: PCC per singola UMI previa approvazione di SAU unitario di ognuno degli ambiti. Parametri: AR-CP 3 (superficie ambito mq 8.229,00 - max n. 3 edifici con S.A. max mq 90 cadauno (SA max di soglia mq 240, mc max 720) n. piani 2 h max mt. 9,50); AR-CP 4 (superficie ambito mq 3.236,00 - max n. 2 edifici con S.A. max mq 90 cadauno (SA max di soglia mq 180, mc max 540) n. piani 2 h max mt. 9,50); AR-CP 5 (superficie ambito mq 5.211,00 - max n. 4 edifici con S.A. max mq 180 cadauno (SA max di soglia mq 400, mc max 1.200), n. piani 2 h max mt. 9,50); AR-CP 6A (superficie ambito mq 7.104,00 - max n. 2 edifici con S.A. max mq 180 cadauno (SA max di soglia mq 270, mc max 810) n. piani 2 h max mt. 9,50); AR-CP 6B (superficie ambito mq 7.281,00 - max n. 4/5 edifici con S.A. max mq 180 cadauno (SA max di soglia mq 420, mc max 1.260) n. piani 2 h max mt. 9,50). AR-CP 19 loc. San Terenziano (IS-MO/b) Lambito edificato costituito da un insieme di fabbricati a destinazione artigianale/industriale e residenziale. Il preliminare del PUC prevede alternativamente: il mantenimento delle attuali destinazioni duso (artigianale/industriale e residenziale) fermo restando il volume assentito con la vigente normativa; il cambio della destinazione duso in residenziale delle porzioni di immobile a destinazione duso diversa. Nel caso della seconda ipotesi, fermo restando il volume esistente, potr essere aumentata la SA (modalit attuativa PCC). Il soggetto attuatore dovr impegnarsi a monetizzare gli standard dovuti. AR- CP 8 loc. Muri Dazio (IS-MO/b) Insediamento artigianale/industriale con facolt di conversione a residenza. In tale ambito presente un fabbricato in avanzato stato di completamento (assentito con la disciplina vigente) con caratteri tipologici atipici per un fabbricato a carattere produttivo. Il preliminare del PUC prevede alternativamente: il mantenimento dellattuale destinazione duso (artigianale/industriale) fermi restando i parametri edilizi e prestazionali gi pattuiti; il cambio della destinazione duso in residenziale. Nel caso della seconda ipotesi, fermo restando il volume esistente, potr essere aumentata la SA (modalit attuativa PCC). Il soggetto attuatore dovr impegnarsi a monetizzare gli standard dovuti al fine della realizzazione del 50% del nuovo edificio scolastico in loc. Crocetta su aree della C.A.. AR-CP 7 loc. Muri Dazio (IS-MO/b) Funzioni ammesse: residenziale, servizi pubblici (parcheggi pubblici 50% della SA, verde pubblico 50% SA) Modalit di attuazione: PCC previa approvazione di SAU unitario dellintero ambito. Parametri: superficie ambito mq 17.401,00 - max n. 6 edifici con S.A. max mq 180 cadauno (SA max di soglia mq 1.200, mc max 3.600) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 21 loc. La Castagna (IS-MO/b, IS-MA) In tale ambito sono presenti alcuni manufatti incongrui da recuperare e da riqualificare verso una configurazione confacente ai caratteri dellinsediamento. Funzioni ammesse: residenziale, servizi pubblici (parcheggi cessione aree pari alla SA, viabilit). La SA complessiva max ammissibile non potr essere superiore a mq 100 in aggiunta a quella esistente. Modalit di attuazione: progetto unitario riferito allintero ambito contenente convenzione, per laccollo alla formazione dei servizi pubblici, attuabile con singoli PCC. Parametri: superficie ambito mq 5.180,00 - n. 4 edifici con S.A. max aggiuntiva mq 50 cadauno (SA max di soglia mq 100, mc max 300) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 17 loc. La Costasecca (IS-MA, porzione minoritaria ID-MA) Funzioni ammesse: residenziale, servizi pubblici (parcheggi cessione aree pari alla SA realizzata, viabilit). Modalit di attuazione: progetto unitario riferito allintero ambito contenente convenzione, per laccollo alla formazione dei servizi pubblici, attuabile con singoli PCC. Parametri: superficie ambito mq 8.245,00 - n. 4 edifici con S.A. max mq 180 cadauno (SA max di soglia mq 200, mc max 600) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 14 e AR-CP 15 loc. Bocco-San Ruffino (IS-MA richiesta variante a ID-CO Variante n. 1) Funzioni ammesse: residenziale, commerciale, servizi pubblici (parcheggi mq 800 nellambito AR-CP 14, verde pubblico attrezzato mq 1.200 nellambito AR-CP 15, infrastrutture). Modalit di attuazione: PCC previa approvazione di SAU unitario comprendente ambedue gli ambiti. Parametri: AR-CP 14: superficie ambito mq 15.475,00 - n. 4 edifici con S.A. min mq 80 cadauno (SA max di soglia mq 400, mc max 1.200) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 15: superficie ambito mq 33.734,00 - n. 2/3 edifici con S.A. min mq 80 cadauno (SA max di soglia mq 650, mc max 1.950) n. piani 2 h max mt. 6,50. In tale ambito, con PC diretto, il pertinente indice potr essere utilizzato per lampliamento dei fabbricati esistenti. AR-CP 16 loc. San Ruffino (IS-MA richiesta variante a ID-CO Variante n. 1) Funzioni ammesse: residenziale, servizi pubblici (parcheggi mq 400, viabilit). Modalit di attuazione: progetto unitario da assentirsi con PCC. Interventi correlati: ristrutturazione edificio denominato casa del popolo da destinare anche a funzioni pubbliche; la nuova edificazione abitativa dovr essere destinata a fasce deboli previa stipula di convenzione con il Comune. Parametri: superficie ambito mq 2.621,00 - n. 4 edifici con S.A. max mq 180 cadauno (SA max di soglia mq 400, mc max 1.200) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 10 AR-CP 11 AR-CP 12 AR-CP 13 loc. Bocco-San Ruffino (ID-CO) Funzioni ammesse: residenziale, commerciale, servizi pubblici (parcheggi mq 400 per ognuno dei suddetti ambiti ad eccezione dellambito AR-CP 11 dove previsto invece verde pubblico attrezzato per mq 1.000, infrastrutture). Modalit di attuazione: PCC previa approvazione di SAU unitario dellambito. Parametri: AR-CP 10: superficie ambito mq 12.118,00 - n. 2/3 edifici con S.A. min mq 70 cadauno (SA max di soglia mq 210, mc max 630) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 11: superficie ambito mq 26.523,00 - n. 5 edifici con S.A. max mq 180 cadauno (SA max di soglia mq 610, mc max 1.830) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 12: superficie ambito mq 6.462,00 - n. 2/3 edifici con S.A. min mq 70 cadauno (SA max di soglia mq 210, mc max 630) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 13: superficie ambito mq 9.753,00 - n. 2/3 edifici con S.A. min mq 70 cadauno (SA max di soglia mq 210 mc max 630) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 9 loc. Bocco (ID-CO) Funzioni ammesse: residenziale, pubblici esercizi, magazzini, depositi, spazi di sosta privati, spazi pubblici, viabilit pubblica. Obiettivi della riqualificazione: realizzazione di opera pubblica, in luogo dellimmobile esistente da traslare, finalizzata allallargamento della piazza esistente (con sottostante volumi interrati a destinazione spazi di sosta e/o magazzini) e alladeguamento della viabilit. Parametri: superficie ambito mq 959,00. Ledificio in esame sar oggetto di demolizione con contestuale ricostruzione fino al raddoppio della volumetria esistente (PCC previa approvazione di SAU unitario dellintero ambito) n. piani min 2 max 3, H max mt 9,50. AR-CP 23 loc. Costa Lunga (ID-CO) Funzioni ammesse: residenziale, parcheggi pubblici (mq pari alla SA), viabilit pubblica. Modalit di attuazione: PCC. Parametri: superficie ambito mq 2.078,00 - n. 2 edifici con S.A. max mq 180 cadauno (SA max di soglia mq 180, mc max 540) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 24 loc. Costa Lunga (ID-CO) Funzioni ammesse: residenziale, parcheggi pubblici (pari a mq 353,00), viabilit pubblica. Modalit di attuazione: PCC. Parametri: superficie ambito mq 3.204,00 - n. 2 edifici con S.A. max mq 180 cadauno (SA max di soglia mq 180, mc max 540) n. piani 2 h max mt. 6,50. AR-CP 25 loc. Camposasco (ID-CO) Funzioni ammesse: residenziale, parcheggi pubblici (mq pari alla SA), viabilit pubblica. Modalit di attuazione: PCC. Parametri: superficie ambito mq 4.353,00 - n. 2 edifici con S.A. max mq 180 cadauno (SA max di soglia mq 270, mc max 810) n. piani 2 h max mt. 6,50. Totale SA residenziale di soglia max mq 11.050 (ambito AR-CP) Totale volume residenziale in previsione max mc 33.150 (ambito AR-CP) Conferma delle zone Z.A.P.S.A. del P.di F. vigente (art. 31) (IS-MA / ID-MA) Il PUC conferma le previsioni edificatorie contenute nel PP della ex zona Z.A.P.S.A. per le parti non ancora eseguite. Tale disciplina decadr in data 15.12.2008 e le aree appartenenti agli interventi non eseguiti assumeranno la disciplina del pertinente ambito di appartenenze. Totale n. 13 settori con una superficie residenziale totale di mq 1.362,50 (corrispondente ad una volumetria di mc 4.087,50) ed una superficie totale non residenziale di mq 864,00 (corrispondente ad una volumetria di mc 2.592,00). Ambiti di Riqualificazione degli Impianti Produttivi esistenti e di nuovo insediamento (AR-AP) art.25 Tali ambiti corrispondono a superfici gi interessate da attivit produttive in atto e suscettibili di ampliamento o idonee ad accogliere nuovi insediamenti. Gli interventi in corso di esecuzione ed inseriti nella cartografia del PUC come AR-AP ((3) dovranno rispettare la disciplina del PRG vigente. Destinazioni duso: attivit produttive, funzioni del connettivo urbano connesse e derivanti dalla presenza di attivit produttive (laboratori di ricerca e analisi, depositi e magazzini, uffici, spazi espositivi connessi alla produzione, abitazione connessa alle funzioni economiche - mq 80 di SA abitativa per ogni attivit produttiva di almeno mq 500 di SA produttiva - , volumi tecnici), commercio (nei limiti disposti dalla Disciplina per il Commercio). I magazzini, i depositi (a servizio di attivit industriali e artigianali) e gli spazi per attivit commerciali allingrosso, sono ammessi nella misura max del 50% della superficie coperta dellambito AR-AP. Interventi sugli edifici esistenti: fino alla ristrutturazione edilizia senza cambio di destinazione duso ad eccezione dei casi in cui espressamente ammesso dalle norme del PUC. Se comporta incremento del numero delle unit produttive dovr essere reperita idonea area di parcheggio privato di superficie non inferiore a della superficie della nuova unit, se questo non possibile in alternativa, previo assenso del Comune, si applica la monetizzazione a favore del Comune stesso; aumento della SA solo se ammessa dalla scheda dambito; realizzazione di tettoie fino al 50% della superficie libera esistente strettamente connesse allattivit di produzione; ristrutturazione urbanistica con demolizione/ricostruzione senza cambio di destinazione duso e nel rispetto della volumetria esistente (la SA non potr superare il 30% di quella esistente); sopraelevazione fino a mt 3,50 della quota di copertura misurata alla gronda; aumento dellaltezza massima da mt 7,50 e 10,00 a mt 12,00 per gli edifici industriali in corso di completamento. Gli interventi previsti in questi ultimi tre casi dovranno essere accompagnati da uno SOI che tra laltro dovr prevedere la realizzazione e cessione al Comune di standard urbanistici nella misura minima di 1 mq per ogni 10 mq di nuova SA e la realizzazione di parcheggi pari a 1/8 della nuova SA. Negli ambiti AR-AP sono ammessi autoparcheggi interrati e altri volumi pertinenziali alla produzione (tali interventi non devono comportare la modifica della quota della copertura dei manufatti produttivi superiore a mt 1,00. Modalit attuative: PCC. AR-AP 1 loc. Lavezzola (IS-MO/b) Trattasi di insediamento a carattere artigianale da riqualificare, riorganizzare e potenziare. E prescritto il mantenimento dellattuale destinazione duso artigianale/industriale. Parametri: Superficie intervento SI = mq 12.050,00 SC in ampliamento = 1/3 della superficie dambito (mq 4.017) sopraelevazione fabbricati esistenti max mt 3,50 H max = quella esistente + mt 3,50 Realizzazione di parcheggi pubblici o in alternativa monetizzazione per la realizzazione del nuovo palazzo comunale in loc. Crocetta. AR-AP 2 loc. San Terenziano (IS-MO/b) La previsione ricalca le previsioni edificatorie del PRG vigente. Parametri: Superficie intervento SI = mq 1.367,00 SC in ampliamento = 1/3 della superficie dambito (mq 457) H max = mt 7,50 Superficie minima di intervento SI = ambito AR-AP 2 Cessione area per verde pubblico e parcheggi pubblici. AR-AP 3 loc. Piani di Seriallo (IS-MA) La previsione ricalca le previsioni edificatorie del PRG vigente. Area appartenente allambito 16 del Piano di Bacino (prima degli interventi previsti dovranno essere predisposte le relative opere di messa in sicurezza dellarea) Parametri: Superficie intervento SI = mq 20.957,00 SC in ampliamento = 1/3 della superficie dambito (mq 6.986) sopraelevazione fabbricati esistenti max mt 3,50 H max = mt 10,50 Superficie minima di intervento SI = ambito di propriet dellazienda Cessione area per verde pubblico e parcheggi pubblici. AR-AP 4 loc. San Lorenzo (IS-MA, parti minoritarie ID-CO) Trattasi di insediamento a carattere artigianale da riqualificare, riorganizzare e potenziare. E prescritto il mantenimento dellattuale destinazione duso artigianale/industriale. Parametri: Superficie intervento SI = mq 28.475,00 SC in ampliamento = 15% area ambito escluso lesistente (mq 4.271) H max = quella esistente + mt 7,50 Superficie minima di intervento SI = ambito AR-AP 4 AR-AP 5 loc Pagena (IS-MA, parti minoritarie ANI-MA richiesta variante a ID-MA Variante 2 ) E previsto un insediamento artigianale destinato a frantoio per le olive di interesse sovracomunale. Parametri: Superficie intervento SI = mq 2.516,00 SC = 1/3 della superficie dambito (mq 839) H max = mt 7,50 Realizzazione di verde pubblico e parcheggi pubblici nelle aree classificate FP e FV limitrofe. Distretti di Trasformazione TRZ-AP1 loc. Piani di Seriallo (IS-MA richiesta di variante a IS-TR-AI Variante 3) Funzioni ammesse: produttiva industriale (esclusione di attivit ad esclusivo magazzinaggio e ad impianti a rischio di incidente rilevante), commerciale e artigianale, parco fluviale, servizi pubblici, infrastrutture, impianti tecnologici e speciali. Lintervento prevede la realizzazione, a monte, di due corpi di fabbrica di mq 12.000 ciascuno disposti parallelamente allasta del Torrente Lavagna, da un fabbricato a destinazione direzionale, dalla zona a verde pubblico verso lambito fluviale (parco fluviale) e dai parcheggi pubblici. Modalit di attuazione: PUO unitario riferito allintera area o a una porzione significativa della stessa attuabile attraverso unit minime di intervento dotate di autonomia funzionale. Parametri: superficie totale ambito mq 116.750 superficie zona produttiva mq 77.070 SC totale mq 25.850 RC zona produttiva 33,5% IF 4 mc/mq Volumi edificabili mc 310.200 Parcheggi pubblici mq 6.650 Verde pubblico attrezzato, agrario e naturalistico mq 41.300. TRZ-AP2 loc. Ca Lavezzola (IS-MO/b) Funzioni ammesse: produttiva industriale (esclusione di attivit ad esclusivo magazzinaggio e ad impianti a rischio di incidente rilevante), commerciale e artigianale, parcheggi pubblici e privati, verde pubblico, verde privato di accrescimento naturale. Lintervento prevede la realizzazione di pi manufatti (max 6) ciascuno di superficie minima di mq 1.500 e massima di mq 5.000 disposti parallelamente allasta del Torrente Lavagna e la creazione di zone a verde e parcheggi pubblici che dovranno essere localizzate in fregio alla viabilit. Modalit di attuazione: PUO unitario riferito allintera area o a una porzione significativa della stessa attuabile attraverso unit minime di intervento dotate di autonomia funzionale attraverso la formazione di SOI. Parametri: superficie totale ambito mq 48.047 superficie zona produttiva mq 48.047 SC totale mq 16.133 RC zona produttiva 33,33% H mt. 10,00 Volumi edificabili mc 161.130,55 Parcheggi pubblici mq 2.403,70 Verde pubblico attrezzato mq 2.403,70 Verde privato di accrescimento naturale mq 7.530,97. Non si hanno indicazioni per il TRZ AP3 Territori Extraurbani Territori non insediabili art 27 (ANI-MA, alcune porzioni IS-MA, parti minoritarie ID-CO, ID-MA) Territori non insediati o insediati in termini del tutto occasionali o sporadici. Gli interventi di nuova edificazione sono ammessi esclusivamente al fine di favorire lutilizzo economico delle risorse presenti. Sul patrimonio edificato non ammesso lincremento del carico insediativo di tipo abitativo esistente. Destinazioni duso: ai fabbricati esistenti, in sede di intervento, deve essere assegnata una destinazione funzionale alla manutenzione o allutilizzo economico della risorsa forestale o comunque agraria con esclusione della destinazione residenziale anche se connessa a tali utilizzi. E invece ammessa la destinazione duso a servizi collettivi di uso pubblico e per il sostegno alle attivit turistiche escursionistiche anche nella forma di pubblici esercizi. Lambito non provvisto di IUI a fini abitativi ad eccezione per le porzioni ricadenti in regimi meno tutelanti del PTCP entro cui utilizzabile un IUI pari a 0,005 mq/mq da impiegarsi solo per ledificazione abitativa nellambito TPA. Interventi sul patrimonio edilizio esistente: ammessi interventi fino alla ristrutturazione edilizia. E consentita anche la sostituzione edilizia di fabbricati con destinazione a servizio delle attivit silvopastorali o di supporto alla fruizione escursionistica solo quando le attuali strutture non possono essere recuperate (situazioni di dissesto statico, realizzate con materiali e tipologie non congrui con la tradizione locale). Gli interventi ammessi sono soggetti alle seguenti limitazioni: quelli a destinazione abitativa ammesso incremento (una tantum) della SA esistente per miglioramento igienico-sanitario, riqualificazione tipologica o funzionale (incremento della SA fino ad un max del 10% e con un minimo sempre consentito di mq 9. Tale percentuale vale anche per lincremento volumetrico originario v.p.p. con un max di mc 35, maggiorazione dellaltezza preesistente max mt 0,80, distanza dai confini, dai fabbricate e dalle strade non minori di mt 10. In alternativa allincremento volumetrico ammesso convertire alla destinazione abitativa la SA a destinazione accessoria); conversione ad attivit agrituristiche limitatamente a SA minime di mq 120. Volumi interrati: ammessa la realizzazione di volumi agibili interrati isolati (condizionata alla salvaguardia della vegetazione dalto fusto eventualmente presente) alle seguenti condizioni: superficie interrata ad esclusiva destinazione come supporto delle attivit agricole; la SA dovr essere max mq 15 e altezza interna max mt 2,25 salvo per eventuali locali tecnici che richiedano altezze superiori; box per parcheggio auto con SA max mq 30 per ogni unit abitativa esistente nello stesso lotto contiguo di propriet. Nelle radure prive di vegetazione dalto fusto ammessa la realizzazione di piccole tettoie in legno tamponate su non pi di due lati con superficie max di mq 6 esclusivamente per il riparo dei prodotti agricoli. Nuovi fabbricati produttivi: ammessa la realizzazione di fabbricati (con esclusione della residenza) per la conservazione, valorizzazione e sviluppo del patrimonio boschivo, dellattivit pastorale, a supporto dellagriturismo e delle attivit escursionistiche (IUI 0,003 mq/mq, H max mt 2,80, DS e DC non min di mt 6,00, DF non min di mt 12,00). Tutti gli interventi sono assentiti con titolo abilitativo diretto ad eccezione degli edifici a supporto dellagriturismo e dellattivit escursionistica per i quali la CA pu subordinare il rilascio del titolo abilitativi alla preventiva sottoscrizione da parte del soggetto attuatore di atto dobbligo con il quale lo stesso assume limpegno a conservare luso previsto per non meno di 20 anni. Viabilit: ammessi limitati interventi di manutenzione e di adeguamento della carreggiata sino a mt 3,00 (oltre tale limite sono ammessi solo se condotti direttamente da Enti Pubblici o dal C.F.S.). Ammessa la realizzazione di rampe o raccordi di tipo privato con apposito SOI. Territorio di presidio ambientale TPA e TPA E0 - art. 28 L ambito corrisponde agli areali della fascia collinare caratterizzati da insediamenti sparsi riconducibili agli impianti rurali originari e con alcuni episodi di edificazione recente. Lobiettivo della disciplina costituito dalla riqualificazione del rapporto tra edificato, sistema delle infrastrutture e ambiente rurale, privilegiando gli interventi di recupero abitativo e di sostegno delle originarie attivit agricole. In tale ambito sono ammesse puntuali integrazioni dellinsediamento quale funzione di presidio connessi ad effettive prospettive di recupero dei caratteri connotanti il sistema agrario tradizionale. Allinterno dellambito TPA il PUC individua un sub-ambito TPA E0 nel quale operano particolari disposizioni limitative delle trasformazioni ammissibili in quanto stata rilevata unelevata sensibilit nei confronti di ulteriori trasformazioni. TPA (nella maggior parte IS-MA alcune porzioni ID-MA, ID-CO, ANI-MA porzioni minoritarie IS-MO/b) Destinazioni duso ammesse: tutte le funzioni connesse al sistema agricolo, residenza rurale e assimilate, funzioni del connettivo urbano, ricettivit turistica (locanda) e ricettivit extralberghiera di carattere rurale. Il PUC attribuisce alle aree comprese negli ambiti TPA (non gi asservite precedentemente) di un IUI non superiore a 0,01 mq/mq variabile in riduzione in relazione alle sue modalit di utilizzo (volumetria edificabile a fini abitativi e non per nuovi edifici, volumetria da impiegarsi come incremento di edifici esistenti abitativi e non, recupero abitativo di interi edifici aventi idoneit alluso abitativo). Interventi sul patrimonio edilizio esistente nellambito TPA: ristrutturazione edilizia senza cambio duso verso quella abitativa ad eccezione di conversione di porzioni di solaio poste al P.T. di edifici gi a prevalente destinazione residenziale con H interna minima mt 2,40; ristrutturazione edilizia con cambio duso ad abitativa di edifici idonei a tale destinazione (perimetri in muratura e preesistenza di superfici lorde di solaio non inferiore a mq 60) con contestuale asservimento di superfici ricompresse nel medesimo sub-ambito con IUI previsto (0,001 mq/mq); ristrutturazione edilizia con incremento del numero delle unit abitative esistenti (unit abitative con S.A. media non inferiore a mq 60 e comunque con S.A. non minore di mq 35); incremento di volume max del 20% e della S.A. max mq 25 (per una sola volta) di edifici abitativi per dimostrate esigenze di adeguamento igienico-sanitario (senza asservimento); incremento volumetrico di edifici esistenti con asservimento di superfici comprese nellambito (con applicazione dellIUI maggiorato del 50%) e con la disciplina che segue: per edifici pluripiano lampliamento consentito fino ad un max di S.A. di mq 50 previa stipula di convenzione; per edifici di un solo piano lampliamento consentito solo in verticale fino al raddoppio della S.A. esistente previa stipula di convenzione. Gli incrementi volumetrici possono anche essere collocati lateralmente con losservanza dei seguenti parametri: DF mt 4 (tra pareti finestrate non inferiore a mt 10); DC mt 2; DS non inferiore di quella preesistente con un minimo di mt 5. Per complessi rurali e/o nuclei ci si atterr alle distanze stabilite dal Codice Civile; sostituzione edilizia senza incrementi e con obbligo di contenere il nuovo sedime allinterno di un perimetro omotetico costruito a mt 10 di distanza dal sedime del fabbricato originario sempre allinterno dellambito TPA , ricadente in regime IS-MA e con il rispetto dei parametri della zona (ad eccezione dellIUI); ricomposizione edilizia solo per interventi di recupero strutturale e di riqualificazione anche attraverso ricostruzione in sito di volumi esistenti (fino ad un max di mc 150 v.p.p.) aventi caratteri costruttivi incongrui con il contesto. In alternativa al recupero e se il manufatto realizzato in aderenza o ad una distanza dal fabbricato principale sino a mt 30 ammessa la demolizione dello stesso e lutilizzo della volumetria v.p.p. sino a mc 30 oltre il 50% delleccedenza e con un max totale di mc 60 da disporre ad integrazione del fabbricato principale presente nella stessa propriet. In caso di aumento delle unit abitative dovr essere reperita unarea per il parcheggio pertinenziale nella misura di mq 1 per ogni mq 3 di S.A. dellalloggio con un minimo per alloggio di mq 12. Disposizioni per il sub-ambito TPA-E0 (nella quasi totalit IS-MA, restante parte ID-MA) In tale sub-ambito restano ferme tutte le disposizioni previste per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente dellambito TPA con le seguenti limitazioni: ristrutturazione edilizia limitata ad interventi volti al miglioramento e/o adeguamento delle condizioni igienico-sanitarie e alla ricomposizione tipologico-formale degli edifici. Ammesso incremento della S.A. fino al 10% della S.A. esistente. Interventi di nuova edificazione nellambito TPA (con esclusione del sub-ambito TPA-E0) Ammessa la nuova edificazione residenziale come funzione di presidio ambientale da esercitare attraverso concrete e durevoli attivit di salvaguardia del territorio. Ogni nuovo fabbricato abitativo dovr venire asservito in modo permanente al fondo di propriet (con atto pubblico o scrittura privata autenticata da trascriversi presso la conservatoria) con divieto di alienazione separata del terreno. Il rilascio del titolo abilitativo per nuove edificazioni autonome subordinato alla stipula di convenzione con il Comune (PCC). Il lotto contiguo su cui prevista la nuova edificazione abitativa dovr avere una dimensione minima pari al 30% della superficie asservita allinterno dellambito TPA. Lambito TPA viene suddiviso in aree coincidenti con il regime IS-MA nel modo seguente: IS-MA 1: soglia max di S.A. mq 340 (volumetria max mc 1.020) IS-MA 2: soglia max di S.A. mq 450 (volumetria max mc 1.350) IS-MA 3: soglia max di S.A. mq 450 (volumetria max mc 1.350) IS-MA 4: soglia max di S.A. mq 340 (volumetria max mc 1.020) IS-MA 5: soglia max di S.A. mq 540 (volumetria max mc 1.620) IS-MA 6: soglia max di S.A. mq 180 (volumetria max mc 540) IS-MA 7: soglia max di S.A. mq 180 (volumetria max mc 540) la restante porzione (IS-MA 7a) di Pian Seriallo inedificabile in quanto ricadente in area con problemi idraulici. Parametri per la nuova edificazione abitativa che sono validi per tutte le suddette aree: IUI max 0,01 mq/mq SC max per edificio da mq 45 a mq 70 SA max per singolo intervento mq 90 SA minima per unit abitativa mq 60 H max mt 6,50 RV 3,8 - 4,2 Distanza tra le costruzioni mt 15 DC mt 6 DS mt 5 DS pedonali mt 3 Sono ammessi piccoli manufatti destinati a deposito attrezzi (se non ne esistono gi) con una superficie da mq 8 a mq 16 (aumentabile fino a mq 18 se interrato) a seconda della superficie agricola contigua utilizzata (da mq 800 a maggiore di mq 5.000), H max mt 2,50. Ammessa la realizzazione di serre aree non interessate dalla speciale convenzione (per attivit agricole a scopo produttivo) con i seguenti parametri: RC max 1/30 H max mt 4 DC mt 5 DF abitativi mt 10 Distanza min. tra le serre o da fabbricati non abitativi mt 20 DS pubbliche carrabili mt 6 DS pubbliche pedonali mt 3 Per la realizzazione di nuovi edifici abitativi per il conduttore di azienda agricola produttiva dovranno essere asserviti ognuno in modo permanente al fondo di propriet (con atto pubblico o scrittura privata autenticata da trascriversi presso la conservatoria) con divieto di alienazione separata del terreno. Il rilascio del titolo abilitativo per nuove edificazioni autonome subordinato alla stipula di convenzione con il Comune (PCC). Il lotto contiguo su cui prevista la nuova edificazione abitativa dovr avere una dimensione minima pari al 30% della superficie asservita allinterno dellambito TPA. Redazione di Piano Aziendale. Inoltre si dovranno rispettare i seguenti parametri: IUI max 0,01 mq/mq SA max per fabbricato isolato mq 120 (obbligo di unica unit abitativa) + 5% in caso di realizzazioni edifici con particolari soluzioni tecniche (art. 28 punto 7.3) SA minima mq 60 H max mt 6,20 RV 3,8 - 4,2 Distanza minima tra le costruzioni abitative mt 15 DC min mt 5 DS carrabili min mt 5, max mt 30 DS pedonali mt 3 Sono ammessi manufatti destinati a: locali accessori; locali produzione e stoccaggio; locali per la trasformazione, confezionamento, conservazione, commercializzazione del prodotto con superfici da mq 150 a mq 250 (secondo il fabbisogno di manodopera annua) ed H max mt 6,50. Divieto di cambio duso. Devono essere collocati ad una distanza dagli edifici abitativi non minore di mt 10 (non possono essere accorpati alla residenza). deposito attrezzi (se non ne esistono gi) con una superficie da mq 8 a mq 16 (aumentabile fino a mq 18 se interrato) a seconda della superficie agricola contigua utilizzata (da mq 800 a maggiore di mq 5.000), H max mt 2,50 Ammessa la realizzazione di serre in aree interessate dalla speciale convenzione (per attivit agricole a scopo produttivo) con i seguenti parametri: RC max 1/60 H max mt 4 DC mt 5 DF abitativi mt 10 Distanza min. tra le serre o da fabbricati non abitativi mt 20 DS pubbliche carrabili mt 6 DS pubbliche pedonali mt 3 Superficie max per ciascuna propriet fondiaria mq 30 Negli ambiti TPA ammessa la realizzazione di parcheggi interrati e di altri volumi pertinenziali (la quota di sistemazione finita della copertura non potr essere maggiore di mt 0,50 rispetto al terreno originario) con una superficie max di mq 50, H max da mt 2,25 (se il volume interrato eccede la quota del terreno originario) a mt 2,40. Ammessa la realizzazione di nuove recinzioni (H max mt. 1,00). Nellambito TPA ammesso il recupero degli itinerari escursionistici, la formazione di piccole piazzole attrezzate per la sosta e il ristoro con arredi di tipologia tradizionali (legno, muratura in pietra), la realizzazione (con stipula di convenzione con il Comune) di piccole strutture di supporto alla funzione escursionistica (legno o pietra locale con copertura in lastre lapidee o ardesia) con superficie max mq 30, H max al colmo mt 3,50. Nellambito TPA e solo in regime IS-MA, ammessa la realizzazione (con PCC) di attivit ippoturistiche nel rispetto delle seguenti requisiti: il terreno sia almeno per l80% con acclivit tra 0% e 10% il restante (da destinare a stalle e servizi) con acclivit tra il 10% e il 20%; le stalle dovranno avere RC max pari a 1/60 del fondo asservito, DF non inferiore a mt 15, DC mt 6; presenza di un manufatto di servizio (ufficio, spogliatoio, locale di ristoro) con superficie max di mq 50, 1 piano e con antistante parcheggio; possibilit di realizzare nuove strade di accesso alla struttura per uno sviluppo max di mt 20. Totale SA abitativa di soglia max mq 2.480 (ambito TPA) Totale volume abitativo in previsione max mc 7.440 (ambito TPA) A-IPP maneggio esistente loc. Tiro a volo (ANI-MA, richiesta variante ad AI-MA Variante 4) Area isolata posta a nord-ovest del territorio comunale raggiungibile da una strada carrabile. E unarea pianeggiante di un vecchio poligono per il tiro a volo occupata attualmente da piste per il maneggio, stalle e da impianti connessi. Funzioni ammesse: residenza per il conduttore, ricettivit, club house, maneggio, stalle, fienili, parcheggi. Modalit di attuazione: progetto unitario con PCC volto alla riqualificazione tipologica e formale dei manufatti da recuperare. Ammessa la demolizione totale o parziale dei manufatti esistenti e loro ricostruzione. Le singole stalle dovranno avere una superficie max di mq 9 (totale max di stalle singole 40) con H alla gronda da mt 2,50 a mt 3,00. La club house dovr avere una superficie SA max mq 80 e per la ricettivit un max di 10 posti letto. La casa del conduttore dovr avere una SA max di mq 100. Parametri: superficie ambito mq 16.034,00 - n. 4 edifici max con S.A. aggiuntiva max mq 50 cadauno n. piani 2 H max mt. 6,50 (ricettivo, residenziale), H max mt 3,00 (stalle, club house). PROPOSTE DI VARIANTE AL PTCP Il Comune ha proposto le seguenti varianti dellassetto insediativo del PTCP. VARIANTE N.1 da IS-MA a ID-CO VILLA GNOCCHI Larea oggetto della variante paesistica attualmente classificata dal P.T.C.P. in regime IS-MA ed prossima allambito ID-CO che individua lassetto insediativo delle frazioni di Bocco e S.Lorenzo, con prevalenza di tessuto a carattere diffuso rispetto a quello con carattere sparso che configura la mezzacosta alta che da S. Bartolomeo arriva fino a S. Rufino.. La variante proposta consiste nellestensione dellambito classificato ID-CO includendo parte del versante fino alla strada, includendo aree ad oggi contraddistinte da un insediamento di tipo sparso. Regime urbanistico del P.U.C. Lambito in oggetto valutato prioritario ai fini degli gli indirizzi del P.U.C., in quanto indicato quale luogo in grado di assumere un ruolo centrale nel territorio comunale, sia per funzioni residenziali che di servizio. Complessivamente nellambito, sono previsti alcuni interventi a carattere strategico volto a creare un nuovo plesso di servizi in ampliamento di alcune strutture esistenti quali il nuovo palazzo comunale, in sostituzione della scuola esistente, la realizzazione della nuova scuola, una nuova casa di riposo (avente anche funzioni non solo di RSA ma anche centro fisioterapico) in un area direttamente adiacente al convento di clausura. VARIANTE N.2 da ANI-MA e IS-MA a ID-MA o IS-MA SAN BARTOLOMEO CAMPO SPORTIVO Larea oggetto della variante paesistica ricade negli ambiti classificati dal P.T.C.P. come ANI-Ma e IS-MA, limitrofa allambito ID-MA che caratterizza lassetto insediativo di S.Bartolomeo. La variante proposta consiste nella riclassificazione di una parte minoritaria ad oggi classificata come ANI-MA e una pi ampia parte in IS-MA in ID-MA. Tale richiesta nella scheda contraddittoria, in quanto richiede in tabella la riclassificazione in ID-MA e nel testo in IS-MA. Regimi urbanistici del P.U.C. Lambito in oggetto prevede la realizzazione di servizi annessi allimpianto sportivo esistente, nonch la realizzazione di un insediamento a carattere artigianale destinato a frantoio consortile. VARIANTE N.3 PIAN SERIALLO da IS-MA in IS-TR-AI A seguito dellAccordo Di Pianificazione Sistema Lavagna indetto dalla Provincia di Genova per la realizzazione di nuovi impianti produttivi, ancora in corso di approvazione, il P.U.C. prende atto di tale previsione, adeguando le previsioni sia sotto laspetto urbanistico che relativamente al regime del P.T.C.P, e conseguentemente richiede una variante al regime vigente del PTCP. IS-MA in IS-TR-AI cos come indicato e con le modalit degli art. 54 e 54 bis della NTA dello stesso P.T.C.P.. Regimi urbanistici del P.U.C. Lambito in oggetto prevede la realizzazione di insediamenti industriali di grandi dimensioni (e di notevole impatto). VARIANTE N.4 TIRO AL VOLO da ANI-MA a AI-MA Larea oggetto della variante paesistica ricade in ambito ANI-MA dellassetto insediativo del P.T.C.P.. Si tratta di unarea dove esiste un maneggio in attivit dotato di stalle per cavalli, e di cui si prevede una nuova club house, labitazione per il gestore ed altre strutture, fienili e piste per lo svolgimento per le attivit sportive . La zona non ricadrebbe in area boscata, ed accessibile con una viabilit carraia . Nellottica di favorire e potenziare lattivit ippoturistica si propone di variare lassetto del P.T.C.P., con la riclassificazione dellarea dal regime ANI-MA al nuovo regime AI-MA in funzione di nuove possibilit volumetriche ed accessorie destinate a tale funzione. Regimi urbanistici del P.U.C. Lambito in oggetto prevede, oltre alla conferma del maneggio esistente il potenziamento delle strutture ricettive e delle funzioni di ristoro e club hause, nonch la residenza per il custode. VARIANTE N.5(non risulta dal documento su CD) CASA CIANSABEN da ANI-MA a NI-MA Larea oggetto della variante paesistica ricade in ambito ANI-MA dellassetto insediativo del P.T.C.P.. Si tratta di unarea dove esiste un insediamento di tipo frazionale agricolo ancora in area parzialmente terrazzata. si propone di variare lassetto del P.T.C.P. da ANI-MA a ni-MA . Regimi urbanistici del P.U.C. Lambito in oggetto incluso in un ambito AC-CE- impianti edificati di valore storico-ambientale. VARIANTE N.6(non risulta dal documento su CD) CASA DEL PINO da ANI-MA a NI-MA O is-mo-B Larea oggetto della variante paesistica ricade in ambito ANI-MA dellassetto insediativo del P.T.C.P.. Si tratta di unarea dove esiste un insediamento di tipo agricolo ancora in area terrazzata. si propone di variare lassetto del P.T.C.P. da ANI-MA a NI-MA /is-mo-b. Tale richiesta nella scheda contradditoria, in quanto richiede in tabella la riclassificazione in NI-MA e nel testo in IS-MO-B. (come lambito limitrofo con il quale la zona in esame confina.) Regimi urbanistici del P.U.C. Nella scheda della variante si attribuisce un regime normativo di PUC come TPA. (territorio di presidio ambientale) VARIANTE N.7(non risulta dal documento su CD) S.TERRENZIANO ALTA da ANI-MA a NI-MA O is-mA Larea oggetto della variante paesistica ricade in ambito ANI-MA dellassetto insediativo del P.T.C.P.. Si tratta di unarea dove esiste un insediamento di tipo agricolo ancora in area coltiva. si propone di variare lassetto del P.T.C.P.. Tale richiesta nella scheda contraddittoria, in quanto richiede in tabella la riclassificazione in NI-MA e nel testo in IS-MA . Regimi urbanistici del P.U.C. Nella scheda della variante si attribuisce un regime normativo di PUC come TPA. (territorio di presidio ambientale) Relativamente allassetto vegetazionale del PTCP riportato come analisi sulla cartografia di piano, gli unici riferimenti normativi sono riscontrabili a pag 31 della disciplina paesistica, da cui per non si evincono motivazioni esplicite di varianti a tale assetto del PTCP: Per quanto concerne la conoscenza espressa dal piano relativamente alla disciplina paesistica, sia nella scala pi generale della definizione dellorganismo territoriale come per lorganismo elementare viene data uninquadratura sintetica e vengono individuati ed identificati gli organismi territoriali elementari (tav,paes2), viene individuata una sottodivisione degli ambiti insediativi del PTCP (IS.MA1-IS-MA2 ecc.) che non coincidono o non risultano come sotto insiemi degli OTE ma una sottosuddivisione del livello locale del Piano paesistico. viene fornita una disciplina per questi sottoambiti paesistici (gli OTE non servono pi?) apparentemente caratterizzata prevalentemente da una descrizione di dettaglio dei luoghi ma che poi in termini normativi, risultano molto simili tra loro e con una differenza sostanzialmente data dalla distanza paesistica da osservare in caso di nuova costruzione. Inoltre la disciplina introduce delle possibilit e modalit edificatorie che in taluni casi rispondono al dettaglio edilizio e altri dove pur volte a fornire una specifica soluzione o criterio operativo, restano o assumono un valore generalizzato.(ad es. (le piscine sono ammesse in qualsiasi ambito di piano purch realizzate nel pieno rispetto delle caratteristiche paesistiche -ambientali del sito, ma non sono indicate espressamente quali siano le caratteristiche e le modalit da osservare,) oppure si presentano disposizioni pi generiche che non appaiono correlate alla corrispondente disciplina urbanistica. DIMENSIONAMENTO DEL PIANO Il PUC prevede circa 50256 mc di nuove abitazioni (ambiti: AR-CP; TPA; Z.P.S.A.) (circa 16.752 mq di superficie). Di questi circa 2000 mq. sono derivanti dalla eventuale riconversione di attuali fabbricati produttivi di cui per non risulta determinata leffettiva SA ma viene genericamente dimensionata a parit di volume. Non risultano peraltro conteggiati in tale dimensionamento le previsioni insediative di alcuni ambiti (AR-CP19 AR-CP21-AR-CP23 AR-CP24 ) come non sono valutati i pesi insediativi afferenti alle trasformazioni produttive e al le funzioni ricettive. attualmente la popolazione residente pari a 2.218 unit). Il dimensionamento viene quindi conteggiato (ai fini dello standard) per 3073 abitanti, cio considerando 855 nuovi abitanti (180 da recupero, 670 da nuova costruzione e 2218 quelli gi esistenti). Il progetto definitivo deve meglio definire i sopracitati pesi insediativi per anche una pi corretta valutazione complessiva delle dinamiche del piano e dei relativi servizi necessari. La componente agronomica e forestale risulta data sostanzialmente dalle tavole an18 sulla suscettivit alluso agricolo del suolo(estremamente sommaria) area agricola di tipo A di tipo B e di presidio). Nonch la carta del rapporto tra le strutture della campagna coltivata e lacclivit dei versanti. VALUTAZIONI Sul progetto preliminare allesame ha espresso il parere di competenza ai sensi dellart. 39 della L.R. 36/1997, lAmministrazione Provinciale con Deliberazione di Giunta n. 66 del 25.3.2008; con tale atto, sulla base del parere reso dal Comitato Tecnico Provinciale, non sono state riscontrate le condizioni necessarie per addivenire alla stesura del progetto definitivo, ritenendosi necessaria la rielaborazione del progetto preliminare sulla base delle indicazioni ivi rese, dalle quali emerge una sostanziale non compatibilit del progetto adottato rispetto alle indicazioni del PTC provinciale. Conseguentemente, posto che nel sistema delineato dalla L.R. 36/1997, nel procedimento di formazione del PUC attribuito alla Amministrazione Provinciale lo specifico ruolo di verificare la conformit e la compatibilit con il piano provinciale, nonch la validit della descrizione fondativa, le conclusioni cui addivenuta la Provincia medesima con il parere reso non consentono di procedere alla redazione del progetto definitivo, talch le valutazioni che la Regione chiamata ad esprimere per quanto di competenza non possono che assumere valore di mera indicazione degli ulteriori elementi da approfondire e di cui tenere conto nella riealaborazione del PUC in particolare per quanto attiene il rapporto con il PTCP. Si deve peraltro evidenziare che le valutazioni come sopra espresse dalla Provincia evidenziano come lelemento di cui il piano appare maggiormente carente sia la mancata esplicitazione e motivazione delle scelte operate ed in particolare della sostenibilit ambientale delle stesse, tanto pi necessaria a fronte delle disposizioni introdotte dal DLgs 152/2006 come modificato dal DLgs.4/2008 in materia di Valutazione ambientale strategica posto che la Regione chiamata nel contesto del parere da rendere ai sensi dellart. 39 della L.R.36/1997, a valutare tale componente del PUC in modo da escludere, ai sensi dellart.12 di tali normative, lassoggettabilit alla VAS del Piano. Al riguardo gli elementi contenuti nella descrizione fondativa rapportati agli obiettivi e alla struttura del PUC non risultano tali da riscontrare quegli elementi di sostenibilit ambientale di cui agli artt. 27 e 11 della LR36/1997 che consentano di assolvere alla verifica del sopracitato art.12. Conseguentemente nella rielaborazione del preliminare del PUC la C.A. dovr in primo luogo darsi carico di redigere il rapporto preliminare di cui allart. 12 del citato Dlgs 152/2006 e s.m. al fine di poter verificare, in sede di espressione del parere regionale, lesclusione della VAS, in relazione ai possibili impatti ambientali delle scelte operate. A tal fine dovr in particolare essere dimostrato se e in quali termini le scelte del PUC abbiano tenuto conto degli elementi desunti dalla descrizione fondativa, dalle indicazioni del PTC provinciale, del PTCP, dalle caratteristiche delle aree interessate, in rapporto a limitazioni della vigente normativa (fasce di rispetto, incendi, aree da bonificare, aree carsiche, SIC, aree vincolate sotto il profilo paesistico, ecc.) nonch in rapporto ai livelli di qualit ambientale (con specifico riferimento alla disponibilit di risorse idriche, efficienza della depurazione, rispetto dei limiti della qualit dellaria, qualit acustica, alla presenza di scarso equilibrio ecologico, ambientale o di degrado derivanti da attivit pregresse. _______ * _______ Per quanto specificatamente attiene la valutazione regionale allo stato degli atti, con riferimento alla pianificazione di livello regionale e segnatamente al rapporto con il PTCP, si deve rilevare, concordando con le valutazioni di carattere generale resa dalla Provincia, che limpostazione del progetto preliminare come sopra adottato, non risulta coerente con le indicazioni di livello territoriale del PTCP volto a perseguire lobiettivo di un riconoscimento dei valori paesistici ancora presenti, ammettendo solo quelle limitate possibilit edificatorie funzionali alla valorizzazione degli stessi. Invero le scelte di nuova edificazione previste dal presente progetto determinano, o rischiano di determinare, una edificazione di tipo diffuso, senza una chiara e preventiva selezione delle aree pi sensibili che non debbono essere trasformate. Sotto tale profilo risulta in particolare non motivata n chiara nella concreta attuazione del piano, la scelta relativa alle aree classificate ZAPSA dal vigernte PRG e oggetto del Piano Particolareggiato approvato dalla Provincia. Al riguardo appare necessario che in sede di rielaborazione del PUC vengano in primo luogo chiaramente specificate e individuate le aree di possibile nuova edificazione nelle aree di presidio in modo tale da garantire che: le concentrazioni volumetriche non determinino un contrasto con il regime IS-MA; vengano mantenute libere le parti maggiormente percepibili e/o agricole e boscate; venga garantito un meccanismo di perequazione tra aree non edificabili ed aree edificabili. Al riguardo si ritiene che la mera riproposizione della attuale localizzazione delle zone ZAP-SA, cos come sembra prospettare la Provincia, debba essere, oggi, meglio approfondita tenuto conto che lindice edificatorio ivi previsto per le aree edificabili risulta maggiore di quello attribuito, nel piano allesame, alle aree di espansione residenziale, con conseguente configurazione di una possibile variante al PTCP. _______ * _______ Per quanto specificatamente concerne le varianti al PTCP oggi proposte dal presente progetto preliminare, si formulano le seguenti valutazioni: VARIANTE N.1 da IS-MA a ID-CO VILLA GNOCCHI Larea oggetto della variante paesistica attualmente classificata dal P.T.C.P. in regime IS-MA ed prossima allambito ID-CO che individua lassetto insediativo delle frazioni di Bocco e S.Lorenzo, con prevalenza di tessuto a carattere diffuso rispetto a quello con carattere sparso che configura la mezzacosta alta che da S. Bartolomeo arriva fino a S. Rufino.. La variante proposta consiste nellestensione dellambito classificato ID-CO includendo parte del versante fino alla strada, includendo aree ad oggi contraddistinte da un insediamento di tipo sparso. Regime urbanistico del P.U.C. Lambito in oggetto valutato prioritario ai fini degli gli indirizzi del P.U.C., in quanto indicato quale luogo in grado di assumere un ruolo centrale nel territorio comunale, sia per funzioni residenziali che di servizio. Complessivamente nellambito, sono previsti alcuni interventi a carattere strategico volto a creare un nuovo la in ampliamento di alcune strutture esistenti quali il nuovo palazzo comunale, in sostituzione della scuola esistente, la realizzazione della nuova scuola, una nuova casa di riposo (avente anche funzioni non solo di RSA ma anche centro fisioterapico) in un area direttamente adiacente al convento di clausura. Valutazione Regionale Premesso che tale proposta si fonda su scelte di piano che ad oggi, non sembrano convincenti e risolte, in particolare in merito alla localizzazione dei nuovi servizi pubblici, oltre che delle previsioni insediative di tipo residenziale, in quanto, da una parte si rileva come il sito oggetto di variante, che consiste in un ambito collinare di elevato pregio ambientale, sia caratterizzato da un delicato equilibrio tra lassetto insediativo gi costruito e gli spazi verdi esistenti, dallaltra che la trasformazione proposta porterebbe a un notevole deterioramento di tale assetto, in quanto si prevede una volumetria (pubblica o di servizi che siano e residenziale) e una accessibilit comunque rilevante e impattante rispetto al contesto in cui localizzata. La presenza dellarea conventuale, (peraltro ancora oggi utilizzato da una comunit di suore di clausura), preserva condizioni ambientali di pregio, per le quali le previsioni del Puc non ne garantiscono il mantenimento, sia in termini paesistici ambientali, che funzionali. Se infatti la riconversione dellex scuola e la realizzazione della nuova potrebbero ritenersi ammissibili, previo un pi attento e diverso studio localizzativo, progettuale e normativo dellintervento, in ogni caso pi rispondente a precisi criteri di mantenimento ed equilibrio del contesto, non appaiono compatibili lespansione residenziale e tantomeno il nuovo plesso di servizi, previsto adiacente allarea conventuale,(nuovo centro a carattere sanitario e/o anche centro terapico,), che in termini percettivi ed urbanistici andrebbero ad ostruire quasi completamente lo spazio tra il convento e le strutture insediative pi storiche. Peraltro tale previsione di tipo sanitario, non risulta prevista nellambito delle programmazioni di settore. Sotto il profilo urbanistico, tali funzioni, non sembrano compatibili con lassetto insediativo e paesistico ambientale presente, in quanto le stesse comporterebbero accessibilit, parcheggi fuori scala rispetto al contesto in cui verrebbero localizzate nonch una interferenza impropria con la presenza del convento . la cautele espresse dalla norma (volumi interrati ecc) che peraltro ravvisano la criticit della localizzazione, non appaiono sufficienti a garantire lincolumit del versante che si troverebbe gravato da infrastrutture comunque a vista e non pienamente risolte sotto il profilo logistico. Lestensione degli ambiti AR-CP 14-15 e 16 (maggiore di quella complessiva prevista di Case Raggio e S. Rufino ) anche se complessivamente portano ad un nuovo peso insediativo paria mc.3150, non appare compatibile con lattuale assetto dei luoghi , portando ad un elevato consumo degli spazi ad oggi ancora inedificati e strettamente pertinenziali al tessuto di tipo sparso esistente, come correttamente definito dal vigente regime di mantenimento di PTCP, di cui se ne riconferma la validit. Pertanto non risulterebbe accoglibile la proposta di variante al PTCP e le conseguenti trasformazioni urbanistiche ed edilizie ivi previste dal PUC. VARIANTE N.2 da ANI-MA e IS-MA a ID-MA o IS-MA (richiesta formulata su elaborati diversi in modo diverso) SAN BARTOLOMEO CAMPO SPORTIVO Larea oggetto della variante paesistica ricade negli ambiti classificati dal P.T.C.P. come ANI-Ma e IS-MA, limitrofa allambito ID-MA che caratterizza lassetto insediativo di S.Bartolomeo. La variante proposta consiste nella riclassificazione di una parte minoritaria ad oggi classificata come ANI-MA e una pi ampia parte in IS-MA in ID-MA. Tale richiesta nella scheda contraddittoria, in quanto richiede in tabella la riclassificazione in ID-MA e nel testo in IS-MA. Regimi urbanistici del P.U.C. Lambito in oggetto prevede la realizzazione di servizi annessi allimpianto sportivo esistente, nonch la realizzazione di un insediamento a carattere artigianale destinato a frantoio consortile. Valutazione Regionale In linea di massima la variante potrebbe essere accolta, anche se , per il livello di acclivit e di percettivit dellintervento, si rendono necessari approfondimenti progettuali che ne riducano limpatto e ne migliorino la funzionalit e accessibilit. Per quanto concerne lampliamento dei servizi per le strutture sportive esistenti, la localizzazione potrebbe essere meglio disposta al livello delle strutture esistenti,( che potrebbe non comportare variante se la nuova volumetria aggiuntiva fosse correttamente dimensionata e localizzata), mentre la localizzazione del frantoio oggetto di variante. In relazione a ci, lammissibilit della stessa condizionata da una pi attenta impostazione progettuale, in particolare in relazione allaccessibilit, alla configurazione planovolumetrica rapportata alle oggettive condizioni morfologiche, costituendo queste indicazioni elementi indispensabili della disciplina paesistica atte a guidare lintervento ivi previsto. In sede di progetto definitivo, la scheda del piano relativa a tale ambito deve quindi indicare i criteri di progetto e limpostazione planovolumetrica anche in rapporto allaccessibilit e alla possibilit di spazi di sosta e manovra funzionali allimpianto produttivo. VARIANTE N.3 PIAN SERIALLO da IS-MA in IS-TR-AI A seguito dellAccordo Di Pianificazione Sistema Lavagna indetto dalla Provincia di Genova per la realizzazione di nuovi impianti produttivi, ancora in corso di approvazione, il P.U.C. prende atto di tale previsione, adeguando le previsioni sia sotto laspetto urbanistico che relativamente al regime del P.T.C.P, e conseguentemente richiede una variante al regime vigente del PTCP. IS-MA in IS-TR-AI cos come indicato e con le modalit degli art. 54 e 54 bis della NTA dello stesso P.T.C.P.. Regimi urbanistici del P.U.C. Lambito in oggetto prevede la realizzazione di insediamenti industriali di grandi dimensioni e di notevoli impatti. Valutazione Regionale Si rimanda alle valutazioni espresse con riferimento allAccordo di Pianificazione avviato dalla Provincia. Per quanto concerne invece lambito AR-AP3, dove esiste un impianto produttivo, allo stato non si ritiene opportuno aggiornare il livello locale di PTCP, prevedendo comunque in termini di disciplina paesistica una specificazione di livello puntuale che recepisca lo stato esistente dellimpianto produttivo esistente, e rimandando un eventuale pi specifico aggiornamento solo in seguito alle eventuali successive determinazioni derivanti dallAccordo di Programma che interessa il distretto TRz-AP1. In tal senso anche le previsioni urbanistiche devono essere adeguate, ammettendosi solo interventi manutentori e di riqualificazione nellambito delle superfici e volumi ad oggi esistenti cos come configurati. Ulteriori trasformazioni ed incrementi comportano variante allassetto insediativo del PTCP, e come tali soggetti alla necessaria valutazione regionale. VARIANTE N.4 TIRO AL VOLO da ANI-MA a AI-MA Larea oggetto della variante paesistica ricade in ambito ANI-MA dellassetto insediativo del P.T.C.P.. Si tratta di unarea dove esiste un maneggio in attivit dotato di stalle per cavalli, e in cui si prevede una nuova club house, labitazione per il gestore ed altre strutture, fienili e piste per lo svolgimento per le attivit sportive . La zona non ricadrebbe in area boscata, ed accessibile con una viabilit carraia . Nellottica di favorire e potenziare lattivit ippoturistica si propone di variare lassetto del P.T.C.P., con la riclassificazione dellarea dal regime ANI-MA al nuovo regime AI-MA in funzione di nuove possibilit volumetriche ed accessorie destinate a tale funzione. Regimi urbanistici del P.U.C. Lambito in oggetto prevede, oltre alla conferma del maneggio esistente un inserimento di strutture ricettive (dimensionato in termini di 10 posti letto) e delle funzioni di ristoro e club hause, nonch la residenza per il custode. Valutazione Regionale Premesso che la definizione del regime insediativo della variante richiesta risulta impropria , (si vedano le motivazioni analoghe a quelle delle variante n3), la stessa potrebbe essere accoglibile come ANI.MO-B, precisando che tale regime sotteso per gli interventi e le quantit espressamente evidenziate nella scheda, con la precisazione che lintervento per i posti letto ad uso ricettivo , di cui deve essere specificata la tipologia non pu superare una superficie pari a 150mq. e comunque non superiore al 30% della volumetria esistente; una diversa quantificazione delle volumetrie e superfici o destinazione duso, comporta una diversa valutazione di tale regime di PTCP ritenuto ammissibile. Peraltro, lammissibilit di tale variante condizionata ad una disciplina pi specifica, con uno schema di assetto planovolumetrico urbanistico che configuri la scelta progettuale in rapporto alle preesistenze e al contesto paesistico-ambientale in cui localizzato esprimendo in modo unitario e coordinato le disposizioni date dalla disciplina paesistica e disciplina urbanistica del PUC, e in particolare sia classificata correttamente il dimensionamento e la tipologia turistica . Le successive varianti presentano, seppure con richieste di inclusione in regimi diversi del PTCP, condizioni insediative e motivazioni paesistico ambientali tra loro similari. Infatti le varianti sono sostenute da scelte che interessano per lo pi insediamenti di tipo agricolo, inclusi in unarea di pertinenza agricola, e ricadenti in ambito ANI-MA del PTCP, per i quali si chiede la possibilit di inserire anche nuove costruzioni, ad ampliamento del nucleo frazionale stesso, con un indice pari a quello degli ambiti TPA (0,03 mc/mq). La valutazione formulata, quindi si riferisce a tutti i casi indicati, individuando al contempo le specifiche criticit e linvito a riconsiderare tutte quelle situazioni che presentino condizioni analoghe in modo da non differenziare, se non motivatamente, il regime del PTCP . VARIANTE N.5 (non risulta dal documento su CD) CASA CIANSABEN da ANI-MA a NI-MA Larea oggetto della variante paesistica ricade in ambito ANI-MA dellassetto insediativo del P.T.C.P.. Si tratta di unarea dove esiste un insediamento di tipo frazionale agricolo ancora in area parzialmente terrazzata. si propone di variare lassetto del P.T.C.P. da ANI-MA a ni-MA . Regimi urbanistici del P.U.C. Lambito in oggetto incluso in un ambito AC-CE- impianti edificati di valore storico-ambientale. VARIANTE N.6(non risulta dal documento su CD) CASA DEL PINO da ANI-MA a NI-MA O is-mo-B (richiesta formulata su elaborati distinti in modo diverso) Larea oggetto della variante paesistica ricade in ambito ANI-MA dellassetto insediativo del P.T.C.P.. Si tratta di unarea dove esiste un insediamento di tipo agricolo ancora in area terrazzata. si propone di variare lassetto del P.T.C.P. da ANI-MA a NI-MA /is-mo-b. Tale richiesta nella scheda contraddittoria, in quanto richiede in tabella la riclassificazione in NI-MA e nel testo in IS-MO-B. (come lambito limitrofo con il quale la zona in esame confina.) Regimi urbanistici del P.U.C. Nella scheda della variante si attribuisce un regime normativo di PUC come TPA. (territorio di presidio ambientale) VARIANTE N.7(non risulta dal documento su CD) S.TERRENZIANO ALTA da ANI-MA a NI-MA O is-mA (richiesta formulata su elaborati distinti in modo diverso) Larea oggetto della variante paesistica ricade in ambito ANI-MA dellassetto insediativo del P.T.C.P.. Si tratta di unarea dove esiste un insediamento di tipo agricolo ancora in area coltiva. si propone di variare lassetto del P.T.C.P.. Tale richiesta nella scheda contraddittoria, in quanto richiede in tabella la riclassificazione in NI-MA e nel testo in IS-MA . Regimi urbanistici del P.U.C. Nella scheda della variante si attribuisce un regime normativo di PUC come TPA. (territorio di presidio ambientale) Valutazione Regionale Per le varianti, n5-6,e 7 si deve premettere che le stesse richiedono sostanzialmente un aggiornamento al PTCP, non riconoscendo lattuale regime di PTCP che le configura come ricadenti in un assetto non insediato perch effettivamente interessate da costruzioni o assetti insediativi di tipo frazionale per i quali si prefigura una disciplina urbanistica, non solo volta al mantenimento, ma anche alla possibilit edificatoria consentita per gli ambiti di presidioTPA. Lammissibilit di tali varianti, che pu risultare giustificata, richiede per contro, che venga verificato e dato atto se sono considerate tutte le fattispecie che presentano tali caratteristiche e ci al fine di evitare che laggiornamento del PTCP assuma carattere episodico o casuale. Per contro si deve riscontrare la necessit di aggiornare il livello insediativo del PTCP anche in ragione di un assetto urbanistico ed insediativo prefigurato dal PUC, anche a seguito delle determinazioni assunte dalla descrizione fondativa del piano, dove queste vanno a individuare correttamente aree di presidio (alcuni considerati inedificabili come il TPAE0), e dove i regimi vigenti del PTCP che indicano processi di trasformazione o insediativi da considerarsi ormai conclusi o non pi attuati, che alla luce delle sopracitate valutazioni, devono essere aggiornati verso regimi pi consoni e pi rispondenti allassetto reale del territorio soprattutto in presenza di aree verdi e boscate o ancora coltivate. Pertanto devono essere rivisti i perimetri degli ambiti IS-MO-B del fondovalle del Rupinaro, e quello del TRZ ap3e TRZ ap2 del fondovalle del Lavagna, come parte dellID-CO che va da S.Lorenzo a S. Rufino e quello in confine con il comune di S. Colombano (villa Oneto) riclassificandoli come ambiti IS-MA, in coerenza con aree ad essi attigui ed aventi analoghe previsioni urbanistiche di piano. Contrasti si rilevano condizioni di contrasto con il PTCP in relazione a alcune scelte della struttura di piano, per le quali si ravvisa la necessit di ridimensionare o togliere le previsioni urbanistiche ivi previste, evidenziando quei casi in cui siano invece, ammesse possibilit di aggiornamento al livello locale del PTCP. Produttivo Le previsioni che riguardano lambito ARP4, sono ammissibili solo per la parte strettamente contigua al magazzino adiacente la strada di Costalunga, cos come individuato dallelaborato grafico, (area ricadente in ID-CO) non condividendosi invece le previsioni dellambito ARP4 verso Molino Cammello, in quanto i luoghi risultano ancora non edificati, su un versante collinare con un pendio e caratteristiche geomorfologiche non idonee ad impianti produttivi per la cui realizzazione e accessibilit necessiterebbero di opere di sbancamento e nuove infrastrutture tali da essere inidonee rispetto allattuale contesto. Tali aree peraltro ricadono in ambiti di mantenimento IS-MA del PTCP. Non si ravvisano per queste le condizioni di una variazione dellattuale regime di PTCP e le previsioni urbanistiche del piano devono essere riviste riclassificando tali aree come di presidio in coerenza a quelle ad esse circostanti. Si rileva altres limpropria definizione metodologica del piano, di ambito di riqualificazione per interventi proposti ex novo e che cambierebbero sostanzialmente lassetto del territorio. residenziale Si rilevano previsioni residenziali in contrasto con lassetto insediativo del PTCP , come daltra parte in alcuni casi gi evidenzia la Provincia, per le quali non si ravvisano dagli atti di piano le motivazioni e ragioni per una ammissibilit alle stesse e al conseguente aggiornamento del PTCP. Le aree sono le seguenti: AR-CP18 Caperana in IS-Ma AR-CP17 casa bianca in IS-Ma AR-CP1 san bartolomeo in ID-MA AR-CP20 A-B in ID-MA AR-CP22(peraltro collegato al settore 2 ZAPSA) in ID-Ma AR-CP2 per la parte non ricadente in ID-MO-A. Premesso che il PUC considera tale ambito come saturo (per il quale invece la norma ammette ulteriori1700mq. di SA oltre ad estendere larea edificabile in ambito IS-MAdi PTCP), tale possibilit edificatoria appare, oltrech in contrasto con il PTCP, incoerente con la definizione dellambito data dallo stesso PUC. Non si condivide altres, in generale, (e nello specifico il caso dellambito AR CP19), il cambio di destinazione duso da produttivo o altra funzione (serre, ect) in residenziale o ricettivo, con interventi che possono portare ad un diverso assetto paesistico ed urbanistico dei siti, senza il corretto dimensionamento e verifica del peso insediativo nellambito del PUC, senza una corretta disciplina paesistica che ne guidi il processo di trasformazione, in conformit con i regimi vigenti di PTCP, e specificatamente in presenza di assetti insediativi volti al mantenimento e contesti paesistici-ambientali che richiedono comunque specifica attenzione e tutela. Diversa considerazione va espressa per le aree di espansione residenziale prefigurate lungovalle a S. Terenziano. Il PTCP classifica tale aree come ricadenti in regime IS.MO.B nel versante esposto a sud , a sponda sinistra del torrente Rupinaro, dove dalla strada diparte il piede della collina. Rilevato che la morfologia dei luoghi non consente la localizzazione di impianti produttivi, come originariamente previsti dal PdF, fatto salvo sbancamenti di notevole entit e di impatto decisamente pi consistente, si ritiene pi congrua la proposta residenziale del PUC, che converte tali aree collinari verso funzioni residenziali come ambiti di riqualificazione AR CP3, AR CP4, AR CP5, AR CP6a, AR CP6b, AR CP19, per un peso complessivo di circa mc. 4510 mc . Si deve in ogni caso rilevare quanto segue: il peso complessivo e lestesa superficie investita, (pi di mq.31.000mq) scarsamente edificata e caratterizzata comunque da una insediabilit prevalentemente di tipo residenziale-rurale, non giustificano la classificazione di ambiti di riqualificazione, configurandosi pi come un distretto di trasformazione,posto che si che prevede, rispetto alle previsioni previgenti e allattuale assetto dei suoli una sostanziale modificazione, peraltro in parte sostenuta anche dallattuale regime di PTCP, che da una parte deve essere meglio definita, con le specifiche indicazioni richieste dalla LUR. (art.29), previa una corretta valutazione della compatibilit di tali funzioni residenziali con le funzioni produttive esistenti (che comunque sembrano prevalentemente interessare la parte oltre strada verso il fiume e con evidenti limitazioni sia di ordine idrogeologico che infrastrutturale). Tale intervento dovr comunque tenere conto delle preesistenze e dei caratteri insediativi e paesistici presenti sul versante collinare con cui si rapporta, per il quale peraltro, si ravvisa una condizione di tutela e di mantenimento delle attuali consistenze edilizie.(ambito IS-MA di PTCP- TPA0 per il PUC). Si ritiene altres che le aree disponibili e le infrastrutture esistenti, non consentano una trasformazione dellarea verso un ruolo produttivo che richiederebbe una diversa strutturazione insediativa e idro-geo morfologica . agricolo e residenziale- ambiti di presidio Si richiama quanto gi pi sopra evidenziato. In ogni caso, le possibilit edificatorie in tali ambiti devono essere meglio verificate con i regimi di PTCP, chiarendo altres che meccanismi di trasferimento di indice o possibilit aggiuntive non possono essere accolte se non consentono la possibilit di verifica della compatibilit delle loro effettive possibilit localizzative, ed insediative con il regime del PTCP vigente, rilevandosi peraltro, la necessit di una maggiore tutela soprattutto per quegli ambiti, che pur ricadendo in ambiti IS-MA del PTCP, presentano condizioni di maggiore delicatezza e vulnerabilit paesistica (es. versante sponda sinistra del rupinaro fino al crinale). Non si ritengono ammissibili le definizioni e le possibilit date dal Progetto Speciale per lAgricoltura, . (art.29) ammesso per tutte le TPA, dove si vanno ad ammettere funzioni ( es. fino al 35% della preesistenza volumetrica per funzioni ricettive ) che non rispondono alle definizioni dellagroturismo o del turismo date dalla leggi regionali. Eventuali specifiche proposte dovranno essere puntualmente definite e verificate nel PUC nel rispetto del PTCP, con specifici indirizzi puntuali di disciplina paesistica. Le definizioni e le possibilit insediative attribuite allo stesso induce nel complesso, pi ad una variante del Puc che ad un suo aggiornamento, e comporta altres una pi attenta verifica di compatibilit sia con il livello locale del PTCP che di livello puntuale dello stesso PUC. NORMATIVA DI ATTUAZIONE con riferimento alla normativa di attuazione, in aggiunta ai rilievi formulati dalla provincia nel parere di competenza, si osserva quanto segue: Sua in corso Lart. 31 delle norme urbanistiche generali prevede che il PUC conferma le previsioni edificatorie contenute nel PP della ex zona ZAPSA del PdF per le parti non ancora eseguite, con la decadenza di tale disciplina al 15-12-2008( data di decadenza del PP) . Si deve chiarire inoltre che tali previsioni, nonch tutte quelle che sono in corso derivanti da altri SUA o previsioni pianificatorie in corso, (Conferenze dei servizi, ecc.) rivolte ad una nuova edificabilit, fanno comunque parte del peso insediativo del PUC e le loro aree devono essere considerate come zone omogenee C che come tali comportano il relativo standard. Con riferimento alla disciplina di cui sopra si rileva quanto segue: Nel caso di SUA approvati il Comune avrebbe dovuto darsi carico di verificare la diversa situazione degli effetti determinati da tali SUA in rapporto alle nuove scelte del PUC, in relazione alla data di approvazione di ogni singolo SUA e al suo stato di attuazione. in particolare si evidenzia che: In caso di SUA attuati il PUC dovrebbe prevedere una disciplina volta a definire gli interventi assentibili sugli immobili realizzati e nelle aree di pertinenza, pervenendo quindi alla determinazione delle regole destinate ad operare quale normativa di zona; In caso di SUA attuati parzialmente il PUC dovrebbe indicare le modalit e le condizioni preordinate al completamento degli interventi, anche alla luce delle previsioni del nuovo Piano nelle aree a contorno; In caso di SUA non attuati, laddove fossero gi trascorsi i termini per la relativa attuazione, il Comune di sede di PUC dovrebbe procedere ad una riconsiderazione delle previsioni dellattuativo, in relazione alle scelte del nuovo strumento e della strumentazione sovraordinata; laddove invece non fossero trascorsi i termini per lattuzione il Comune avrebbe comunque lonere di motivare lattualit delle relative previsioni alla luce dei contenuti del PUC ovvero di riconsiderarle in coerenza con le nuove scelte. Nel caso di SUA adottati il PUC non dovrebbe limitarsi a recepirli bens dovrebbe indicare la pertinente normativa alla scala del PUC, con onere di dimostrare che tale disciplina non confligge con la strumentazione sovraordinata e con lassetto della zona interessata, anche in termini di reperimento degli standards. Si rileva altres lassenza di disposizioni normative per larea FIT individuata nella tav.2 come FIC in localit Scaggia-Casagrande, tenuto conto che tale area ricade in ambito di PTCP di mantenimento non insediata. MARGINI DI FLESSIBILITA Non si ritengono condivisibili le condizioni di flessibilit espresse dal PUC in particolare relativamente alle TPA posto che a fronte di una volont di limitazione della quota edificatoria entro specifiche soglie, si demanda alla C:A. sia il superamento delle stesse, (art.) sia lammissibilit di ulteriori volumetrie aggiuntive (anche con il Progetto speciale art.29), posto che trattasi di interventi di cui deve in ogni caso essere valutata a priori la compatibilit con il Piano Paesistico , non consentita dallindeterminatezza localizzativa ed edilizia complessiva. In ogni caso non pu essere attribuita alla C.A. la discrezionalit di definire i casi in cui sia possibile ricorrere alla flessibilit, ( posto che la stessa deve essere gi definita dal PUC stesso). La possibilit di modalit attuative dirette, come il permesso di costruire convenzionato, di cui si fa ampiamente ricorso per gli ambiti di riqualificazione di completamento, se da una parte risulta pi agevole per una attuazione degli interventi, dallaltra non appare sufficientemente garantista ai fini di ottenere gli spazi ed aree pubbliche previste nel Puc, in quanto non sempre questi ultimi risultano gi definiti in termini normativi e di elaborato grafico. TRASFERIMENTO DEGLI INDICI Fatti salvi gli specifici rilievi gi svolti, si richiama la necessit di un corretto ridimensionamento ed applicazione di tale meccanismo, che se non debitamente chiarito pu comportare interventi in contrasto con il PTCP, manca infatti una corretta definizione dei parametri in relazione agli specifici ambiti dove si consente tale meccanismo di trasferimento, da dove si assume tale indice e il dove si va a trasferire e, il quanto e in che modo si attua, nonch la verifica della compatibilit di tale trasferibilit con il regime di PTCP. VALUTAZIONE CONCLUSIVA Da quanto sopra evidenziato emerge la necessit che il progetto preliminare di PUC come gi rilevato dalla Provincia, venga rielaborato nei termini sopra indicati, con i correttivi e gli adeguamenti necessari a superare i rilievi sopra indicati e con conseguente necessit di procedere, ad una rielaborazione complessiva del progetto preliminare, nel cui contesto dovr essere effettuata da parte della Regione anche la verifica di non assoggettabilit alla VAS di cui allart.12 del Dlgs. 152/2006 e s.m. A tal fine dovr essere redatta la specifica relazione preliminare prevfista dalla norma in parola nella quale, tra laltro, si dovr tenere conto dei rilievi dellallegato parere del competente settore regionale in merito alle aree SIC e alla relativa relazione di incidenza , posto che tale relazione dovr costituire parte integrante della relazione preliminare di cui allart.12. dovr altres essere verificata la compatibilit tra le previsioni del PUC con quanto segnalato dal parere del competente settore regionale Assetto del Territorio , tenuto anche conto dei rilievi al riguardo formulati anche dalla Provincia. Si evidenzia, infine, che a seguito della entrata in vigore della L.R. 16/2008 (Disciplina della attivit edilizia) la rielaborazione del presente progetto dovr darsi carico di quanto prescritto dallart. 88 di tale legge, introducendo la nuova definizione degli interventi sul patrimonio edilizio esistente e di modalit di calcolo dei parametri urbanistico-edilizi, nonch disciplinando le materie previste da tale norma (pertinenze, serre, ricognizione degli interventi sul patrimonio edilizio soggetti a DIA obbligatoria ecc.) F.to IL SEGRETARIO F.F. F.to IL PRESIDENTE (dott.ssa Paola Torre) (arch. Franco Lorenzani) Pareri allegati: 1) Settore ASSETTO DEL TERRITORIO 2)Settore STAFF TECNICO DEL DIPARTIMENTO Parere Settore : ASSETTO DEL TERRITORIO Aspetti tecnici. 1) Considerazioni generali. La relazione tecnica (datata ottobre 2007) fornisce un generale inquadramento geologico, geomorfologico ed idrogeologico complessivo dellintero territorio comunale; lincrocio e la sovrapposizione dei risultati dei sopralluoghi, dei rilevamenti effettuati e delle varie conoscenze acquisite ha permesso di produrre una carta di zonizzazione e suscettivit duso del territorio (Tav. GEO 4). Dallesame dello studio eseguito risulta che ogni singolo tematismo stato trattato con sufficiente approfondimento (ad esempio : largomento relativo allaspetto geomorfologico ed allandamento della stabilit dei versanti si interessato, tra laltro, anche di particolari fenomeni di colate di fango e detrito avvenute in localit Casagrande in occasione dellevento alluvionale del novembre 2002, in parte consolidate o in corso di stabilizzazione), ma poi tali conoscenze non sono state opportunamente tenute in considerazione (almeno dal punto di vista cartografico) nel momento delle analisi finali di sintesi; tali particolari fenomeni infatti non sono pi riscontrabili nella citata Tav. GEO 4. In ogni caso, il territorio comunale stato suddiviso in n. 5 classi di suscettivit, con grado di condizionamento geologico crescente dalla zona G1 alla zona G5; in apposito fascicolo (sempre datato ottobre 2007) stata inserita la normativa geologica di attuazione, in cui sono state indicate le prescrizioni generali, le norme relative ad ogni zona individuata e la documentazione geologico tecnica da produrre. Valutazioni generali. La prima considerazione da rilevare che lo studio e la relazione eseguiti fanno soltanto accenno ai Piani di Bacino stralcio territorialmente competenti (P. di B. T. Lavagna ed ambito n. 16, approvati rispettivamente con D.C.P. n. 29 del 9/04/2002 e con D.C.P. n. 3 del 29/01/2003 e successive modificazioni); nello sviluppare infatti lo studio del progetto preliminare del PUC (nonch nella relativa documentazione tecnica) sono stati fatti solo riferimenti ai due P. di B. ma sostanzialmente non stato condotto un vero e proprio raffronto confronto con le risultanze dei piani medesimi. Relativamente al tema della stabilit e del grado e tipologia dei dissesti, si mette in evidenza, tra laltro, che le frane censite nella carta geomorfologica Tav. GEO 2 del PUC. differiscono sia per localizzazione che per perimetrazione da quelle individuate nella carta della suscettivit al dissesto allegate ai P. di B., nonch da quelle riportate nella carta Struttura del progetto preliminare Tav. STR 1; inoltre anche la stessa legenda della carta di Zonizzazione e suscettivit duso del territorio Tav. GEO 4 allegata al PUC. presenta unimpostazione diversa da quella delle relative carte allegate ai piani di bacino. Analogo ragionamento si pu fare per laspetto normativo : nel fascicolo Normativa geologica di attuazione infatti le specifiche disposizioni sono state espresse secondo una definizione delle tipologie di intervento ed indicando, zona per zona, quali indagini geologico tecniche devono essere eseguite per la possibile attuazione dellopera; le prescrizioni tecniche non sono state impostate quindi secondo una pianificazione vincolistica, cio su cosa pu essere o non essere realizzato per ogni singole zona individuata. Relativamente alle tematiche di tipo idraulico, si fa presente che nella relazione tecnica non si fanno specifici riferimenti alle problematiche esistenti; nellambito del territorio comunale sono presenti infatti aree di fondo valle (zone di pianura alluvionale) che interferiscono con fasce di inondabilit e che sulle quali i Piani di Bacino stralcio prevedono studi per la messa in sicurezza. Tali fasce sono state riportate solamente nella Tav. STR 1 e non nella Tav. GEO 4. La prima valutazione del presente progetto preliminare del PUC. pertanto di non conformit, sia dal punto di vista tecnico cartografico che normativo, con i Piani di Bacino stralcio di riferimento. Raffronti fra previsioni urbanistiche (Tav. STR 1) e carte della suscettivit al dissesto dei Piani di Bacino. Ferme restando le suindicate perplessit circa il presente PUC., tuttavia si ritiene opportuno fare un raffronto fra le scelte urbanistiche proposte e le varie situazioni difficili (sia idrogeologiche che idrauliche) individuate nel territorio comunale dai piani di bacino stralcio, al fine di valutare se ed in quali termini possano essere ammesse le funzioni edificatorie previste. Dal confronto fra la Tav. STR 1 Struttura del progetto preliminare e le carte della Suscettivit al Dissesto dei P. di B. risulta quanto di seguito indicato : Problematiche di carattere idrogeologico ( Zona AR CP11 (ambito di riqualificazione a destinazione residenziale), in loc. Bocco di Leivi ( una porzione areale interessata da frana attiva; Zona A IPP (al confine nord occidentale del comune) ( parzialmente interessata da frana quiescente; Zona AR CO (ambito di riqualificazione), in loc. La Castagna (tra San Bartolomeo e San Terenziano) ( la parte sud occidentale della zona confina con unarea interessata nel 2002 da fenomeno di colata di fango; Ambito di conferma delle previsioni previgenti localizzato tra la frazione Carmini e la frazione Curlo interessato da frana attiva; Zona TRZ AP1 (distretto di trasformazione) in loc. Piano di Seriallo ( varie zone localizzate allestremit meridionale del didtretto sono interessate da fenomeni di colate di fango inparte consolidate o in corso di stabilizzazione (alluvione 2002); Zona AR AP3 (ambito di riqualificazione per attivit produttive) in loc. Piano di Seriallo ( varie zone localizzate allestremit meridionale dellambito sono interessate da fenomeni di colate di fango inparte consolidate o in corso di stabilizzazione (alluvione 2002). Problematiche di carattere idraulico ( AR AP1 (ambito di riqualificazione per attivit produttive) in loc. C Lavezzola ( in parte interferente con una fascia di inondabilit A (portata cinquantennale) del p. di b. del T.Lavagna; Zona TRZ AP3 (distretto di trasformazione) in loc. C Lavezzola ( in parte interferente con una fascia di inondabilit A del p. di b. del T. Lavagna; Zona TRZ AP1 e AR AP3 in loc. Piano di Seriallo sono collocate interamente in fascia di inondabilit A del p. di b. del T. Lavagna. Si sottolinea che per tutte le suindicate zone critiche (aree in frana attiva, quiescente, nonch quelle in fascia A di inondabilit) sono vigenti i vincoli esplicitati dalle Norme di Piano dei rispettivi piani di bacino, in particolare sono operanti le norme degli articoli n. 16, 17, 18, 19, 20 e 21 per il T. Lavagna e gli articoli n. 13, 14, 15 e 16 per lambito n. 16; in particolare, nelle aree in frana attiva ed in fascia A pertanto ad oggi non sono ammessi i previsti interventi edificatori (in altre parole, vige il regime di inedificabilit). Valutazioni finali. Per quanto fin qui esplicitato, si ritiene che il progetto preliminare del PUC. in oggetto non sia conforme alle indicazioni tecnico normative dei piani di bacino stralcio e che pertanto sussiste la necessit di apportare al medesimo modificazioni, aggiornamenti ed integrazioni importanti. Si vuole altres soffermare lattenzione sulle problematiche di tipo idraulico esistenti nellambito del menzionato distretto di trasformazione TRZ AP1 e di riqualificazione AR AP3 in localit Piano di Seriallo, interessati da importanti e notevoli previsioni di attivit produttive, comportanti tra laltro anche richiestadi variante al P.T.C.P. regionale; tali superfici sono aree golenali del T. Lavagna, quindi aree naturalmente inondabili e con funzione di espansione per gli eventi di piena anche non straordinari. Esse ricadono inoltre nella parte a monte del bacino idrografico, a monte della confluenza con altri due corsi dacqua di rilievo, che nel tratto terminale danno origine al F. Entella, la cui insufficienza idraulica causa, come noto, di situazioni di alto rischio in zone altamente urbanizzate; situazioni che possono essere influenzate, in modo anche significativo, da modifiche dellassetto fluviale a monte. La zona di che trattasi (Piano di Seriallo), come altre zone pianeggianti lungo larea alluvionale del Torrente Lavagna, presenta potenzialit di notevoli miglioramenti ambientali e di concreta attuazione dei principi di riqualificazione fluviale, potenzialit rese possibili proprio dalla presenza di unampia area golenale ancora libera e dalla conseguente possibilit di interventi in grado di coniugare sicurezza idraulica per le zone insediate e recupero di naturalit per le eree di pertinenza fluviale. Si mette a conoscenza che in un recente studio del CIRF, in fase di pubblicazione da parte dello scrivente Settore, in tale area, come in altre vicine, proposta una sistemazione idraulico forestale per contenere lerosione e limitare il ruscellamento, con lutilizzazione proprio della golena non antropizzata per la creazione di unarea umida, al fine di consentire tra laltro la valorizzazione degli ecosistemi e la promozione di attivit didattico-culturali e sportive. Tutto ci vuole sottolineare lestrema e particolare delicatezza delle trasformazioni e delle riqualificazioni previste in questa zona dal progetto preliminare del PUC di che trattasi. Si vuole inoltre affermare che, anche applicando lipotesi di potenziale ammissibilit di tali previsioni solamente a seguito di interventi di messa in sicurezza, tali scelte operative non potranno che essere individuate a seguito delle risultanze di una progettazione idraulico-ambientale complessiva, derivata da uno studio e verifiche approfondite, che dovr riguardare tutto il tratto del corso dacqua, fino alla confluenza con il T. Sturla, con connessa definizione complessiva della fascia di riassetto fluviale. E intuibile quindi che tale percorso comporta indagini scientifiche e valutazioni urbanistiche e socio economiche che vanno ben oltre gli stretti confini comunali; pertanto si ritiene che siffatte problematiche e determinazioni debbano essere discusse e valutate in unottica di pi larga scala. Allo stato attuale si ritiene quindi che, sulla base della documentazione prodotta, non vi siano gli elementi per lespressione di un parere favorevole, sempre sotto il profilo idraulico-ambientale, alle proposte previsioni in tale zona (Piano di Seriallo) ed alla conseguente richiesta di variante al P.T.C.P., ritenendo altamente preferibili previsioni volte a recuperare larea golenale esistente, ancora libera da edificazione, alla completa pertinenza fluviale. 5) Prescrizioni. A seguito di quanto espresso nei precedenti punti, si richiede lesecuzione delle sottoriportate integrazioni tecniche e normative, da eseguirsi nella fase temporale che intercorre fra il presente progetto preliminare.e quello definitivo del PUC. in oggetto : riconsiderare nel loro complesso tutti i fenomeni di instabilit (frane attive, quiescenti, stabilizzate) ed aggiornarle, sia in termini di metodologia di definizione, localizzazione e perimetrazione, con quelle riportate nelle cartografie dei piani di bacino di riferimento; definire meglio linquadramento dei fenomeni di colate di fango e detrito attualmente presenti solo nella Tav. GEO 2 Carta Geomorfologica; coordinare meglio le varie cartografie tematiche che devono chiaramente sintetizzarsi nella carta finale di zonizzazione della Suscettivit al dissesto; modificare ed adeguare la normativa tecnico geologica alle nuove condizioni ottenute, tenendo presente limpostazione e gli imput delle norme di piano dei Piani di Bacino di riferimento; a seguito delle integrazioni effettuate, produrre nuove cartografie tematiche. In fine, relativamente alle problematiche idrauliche individuate e descritte al punto 4) si raccomanda di tenere conto di quanto esplicitato nel citato punto. _____ * _____ Parere Settore STAFF TECNICO DEL DIPARTIMENTO A seguito dellesame della documentazione inerente il piano in oggetto si formulano le seguenti osservazioni valide ai fini dellespressione della valutazione di incidenza, fermo restando quanto sar stabilito in merito alla eventuale procedura VAS ai sensi del D.Lgs. 4/2008. Si premette che il territorio del Comune di Leivi, non interessato dalla presenza di Siti Rete Natura 2000, ma a poche centinaia di metri dal confine comunale si trovano il SIC IT 1332717 Foce e medio corso del Fiume Entella ed il SIC IT1332622 Rio Tuia Montallegro Tenuto conto della natura fluviale del succitato sito, SIC IT 1332717 posto a sud del territorio comunale, si evidenzia che lo stesso suscettibile alle ricadute degli interventi effettuati a monte sulla stessa asta fluviale o sugli affluenti e che, dallesame della Carta Bionaturalistica regionale, emerso che il territorio in oggetto caratterizzato da presenze naturalistiche di pregio come meglio precisato in allegato 1. Le previsioni del Piano che risultano maggiormente connesse alla salvaguardia dei valori naturalistici e siti sono: TRZ-AP1 - distretti di trasformazione per attivit produttive industriali/artigianali/commerciali. TRZ-AP2 - distretti di trasformazione per attivit produttive industriali/artigianali/commerciali. TRZ-AP3 - distretti di trasformazione per attivit produttive industriali/artigianali/commerciali. AR-AP1, AR-AP, AR-AP(*3), AR-AP3, - ambiti di riqualificazione per attivit produttive In particolare si sottolineano le possibili ripercussioni inerenti il Torrente Lavagna che deve essere considerato un continuo ecologico tra tratto a monte (ricadente nel comune di Leivi) e tratto interno al SIC, in virt delle presenze ornitiche e ittiche ad esso associate e dellhabitat prioritario 91E0 presente nel tratto iniziale del SIC IT 1332717 Foce e medio corso del Fiume Entella (meritevole di misure di conservazione e ripristino rigorose). Per questo motivo lincremento del carico antropico, lantropizzazione ed espansione, sia delledificato (abitativo ed industriale) sia delle forme di agricoltura protetta (serre), nonch gli interventi di sostituzione delle aree perifluviali (fasce arboree a naturalit residua) sono da ritenersi critiche e pertanto si ritiene necessaria adottare delle precauzioni al fine di assicurare la piena salvaguardia dei valori naturalistici. A tal fine necessario inserire nelle Norme di Attuazione del citato piano: lobbligo di sottoporre a Valutazione di Incidenza lattuazione delle sopraddette previsioni che interessano il torrente Lavagna; la prescrizione di un monitoraggio antecedente e successivo alla trasformazione delle aree identificate dagli ambiti TRZ e AR-AP relativo alle componenti naturalistiche connesse allambiente fluviale (habitat, specie ittiche e ornitiche, qualit chimico-fisica delle acque) e maggiormente suscettibili di subire impatto; la prescrizione di proteggere e valorizzare le cenosi perifluviali esistenti, in particolar modo se riconducibili ad habitat Natura 2000, e a maggior ragione se di ridotta consistenza; la ricostituzione della composizione floristica caratterizzante lambiente fluviale, mediante utilizzo delle essenze (erbacee, arbustive ed arboree) autoctone, naturalmente diffuse nellambito fluviale; la messa in opera di tutte le azioni volte a impedire lintroduzione di essenze alloctone nellarea, con attenzione particolare alla diffusione nellarea di Robinia pseudoacacia ed anche tipologie di canne ornamentali, riconducibili al gruppo Bambuseae s.l., che sono gi presenti lungo alcuni tratti del Lavagna. Allegato 1 Si evidenzia prevalentemente la presenza di avifauna inserita in allegato I della Dir. Uccelli e ittiofauna di allegato II della Dir. Habitat), meritevoli di azioni di salvaguardia anche in aree esterne ai SIC. In particolare si pone lattenzione su due areali distinti denominati Portofino e Terrarossa (Carasco), individuati rispettivamente nella porzione occidentale del comune, con segnalazioni relative a Falco peregrinus e Sylvia undata e nella porzione orientale, lungo il corso del torrente Lavagna, con lindicazione della presenza di Alcedo atthis, Ardea purpurea, Himantopus himantopus, Ixobrychus minutus, Nycticorax nycticorax, Philomachus pugnax, Tringa erythropus. Lungo il torrente Lavagna, nella porzione est del confine comunale sono inoltre segnalati: Chondrostoma genei, Leuciscus souffia e Barbus plebejus. Una ulteriore segnalazione puntuale, relativa allavifauna, indica in prossimit del centro San Bartolomeo la presenza di Caprimulgus europaeus e Lanius collurio. ____________________________________________________FINE TESTO_________________________________________________________________ SCHEMA N. NP/304206 del prot. anno 2008 REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale Dipartimento Pianificazione Territoriale Urbanistica - Settore  INCLUDETEXT c:\\winword\\modelli\\monocra.doc struttura \*CARDTEXT  Data - IL DIRIGENTEData - IL SEGRETARIO (Dott. Clara Oliveri)29/08/2008 (Dr. Giuseppe Putignano) Pag.  PAGE 27   #$&'78g./08LWmno{(+&( _ ` d { ~  ֳʯ֭ CJOJQJOJQJCJ CJOJQJOJQJ55CJ5CJ6CJ656 56CJCJ 5>*CJ 5>*CJ 5>*CJ 5CJ$j o@ UV jU CJOJQJB*CJOJQJph9    '8g$If $$Ifa$ $x$Ifa$ $$Ifa$$dh$Ifa$ $7]7a$1$$IfF=5&{&4 Fa $$Ifa$ 6Z/ynn $x$Ifa$$$IfFF%B  0    4 Fa/0Lnox0.V$$IfF%%04 Fa$Ifx$Ifi$$IfF0%&04 Faxyz{B ` a b c d { ~ $If $If]]x]]$8]8a$q]qqx]q~    $Pp8 $If $If]k$$IfF40/ %/ x04 FaF     6 7 G       I J K [ c k l m 2q#O<Mt %1F F >*;>*CJ 5>*CJ5CJ5CJCJ5OJQJ5CJOJQJ656S   6 } $$If]a$ $If]k$$IfF40/ %/ x04 FaF6 7 G P} $$If]a$ $If]k$$IfF40/ %/ x04 FaF ~||vmddd $$Ifa$ $$Ifa$$If %-DM ^k$$IfF40/ %/ x04 FaF $$IfFֈy%"  <04 Fa $$Ifa$     $$Ifa$ $$Ifa$    ) 6 C I@@777 $$Ifa$ $$Ifa$$$IfFֈy%" 04 FaC I J $$IfFֈy%"  <04 Fa $$Ifa$J K [ _ c g k $$Ifa$ $$Ifa$k l m n z @77.. $$Ifa$ $$Ifa$$$IfFֈy%"   04 Fa $$Ifa$ "| $$Ifa$$$IfFֈy%"  <04 Fa $$Ifa$ $$Ifa$ <@>><<<$$IfFֈy%"   04 Fa.' @"Y#$ %&:';'(($ & Faex^e`a$$a$F u ;'''((-):);)))*Y***Y++++++O,n,,,R-U-V--///Q0R0a0l0z00000000171J1U1s1~111111222377C8D88888997?8?S?T??S@@@@sAAJJLLP 5>*CJCJ5 5;CJ5>*5CJ;CJCJ>*W(-))Y**+P,R-.//////R01122 3.3o45567 & Fex & Fi & Fh & Fg & Ff77D88899J<<4=2>8?9?T??@sAACDaEFwFaHIJJJL & FeLMPPRSUUUVWW#XXXYZDZOZZ}[ \ \+\\,]]]] & FePPRRUUUUW WWW$X-X|X~XXXXXXXYYZZDZMZOZWZZZZZZZ9[T[U[\[}[[[[[[ \"\+\;\\\,]5]]]]]]]]]^^^^C_^___f__```(`8````aOaPaQajalaxaaaaaabbmH sH 5>*mH sH 5>*>*5\]^^_``(```aaCbbdddeehhziijjj & Feb8bbdrddddeee^eeeeefff*55>*bj lllmmnnnxoyooAp qq\r]rrssStTttduuujvww & Fewwwx`xvxxIyyy.z{\{g{||5}}}}m~ & & Fex5x`xtxIyRyyyyyyz%z.z>z{%{\{e{g{o{{{{{| |V|q|r|{|||| } }}5}=}}}}}}}}}m~~(b &/{ځ>T[d˂̂ӂ'q( 5>*CJ>*mH sH 5>*5>*mH sH 5Z>[q'(f_&JΎ@jLf & Fe.^NUVY&HL^`cg}>Gڔ/՘ikߚ ȞԞߞ%ۡ.B+,ABcߤmH sH 5>*mH sH ;CJ 5;CJmH sH 5>*mH sH  j*55>*5>*CJPfg>Iqߒ#^nٔڔCW & FeߖQ:}Ԙ՘5Ι jkߚڛ  & Fe 7B`|ߞޟۡ .B\h΢+,Bߤ & Feȧ74D3_} Rݵ¶!#=bڹܹ޺ڻ@k7Lu78(h{%5I\_ki >0@XZ[wxh 5>*CJCJCJmHsHmH sH 5>*5>*VP4J˭ARŵ#ܹڻ@7u & Fe-j!\h{%-5FR & FeI\,_k.6Rm8 & Fe8whi@/0YZ[x)G$a$ & Fe()G ,$ *kl[\yzYnst67d6CJ>*CJ 5>*CJ5CJ;CJ CJOJQJ;hCJh5hT,$ *kl[\$a$$a$Gtdxy$]a$x@&$a$   %     >Rkl&9##%((:)2++++*,+,I,,,ĺĺ􏤬 ;OJQJ;OJQJh5;OJQJhCJh5OJQJh OJQJhCJOJQJh5CJOJQJh CJOJQJ>*CJOJQJ6CJOJQJ >*OJQJOJQJ CJOJQJ5CJCJ>*CJCJ5CJ69    Y>?QRll$%&$ & F?a$$a$$a$$]a$9&:)+++,I,-#.A.//0234 404 6!6?6$a$$a$,#.A.///1/T/0234 44/404 6?666;7758:_::::::::;;>=\====>>>N?x??@MCdCCCFFFFFFFGGGG۹۹۳񮨮ۘۘ;CJ 6OJQJ 5OJQJ >*OJQJOJQJ 5CJh>*CJ ;CJh6>*OJQJh6OJQJh CJOJQJCJ >*CJhCJh5;OJQJh5OJQJh OJQJh>LCMCFFFFGHtHuHH IJJ$ & F1a$$ & F0a$$a$GGHtHuHHHHHHI IIIJJJJJmKnKoK{KKKKKLLLLLwMxMMM N N N!N;N;QvQQYRRST#T*TGTVTUyUzU{UUUUUUVVVVWWWW޳ ;OJQJ 5;CJ5>*OJQJ >*OJQJ 5OJQJ 5;CJh 5CJhCJh;CJ;OJQJh OJQJhOJQJ5OJQJhCJDJJnKoKKLLxMM N N!NOQQzU{UUVVkZ+[8[c\}\\\\$ & F2a$$a$WYY*[+[,[7[8[D[h[\\\\\\\\\\\\] ]!]^^M_)aSaa"diijjlllm6mAmBmIoLoooppcpdpppppqwssttuutvv}xxyy^zzzzz{ | |}}5>*OJQJ 5>*CJ 5;>*CJ>*CJ ;OJQJCJ;CJ 5OJQJ >*OJQJOJQJO\\\!]^(a)aa"dij@jloopppq%sjskstuivpxqx$ & F-a$$ & F,a$$a$$a$qxyyyzzz|}فԃWMNcdeֈ׈؈$xa$$a$$a$$a$$ & F,a$فԃWXląMh†&QRS,69 PZgszDE9ٛܛ  >*OJQJ>*CJ CJOJQJ >*OJQJ56OJQJ6>*OJQJ6;OJQJ 6OJQJ 5OJQJ5CJCJOJQJE؈وRS9  szDE9 & F4$ & F4a$8]8$S`Sa$$a$$a$9srxˤ̤  & F48]88]8$ & F6V^`Va$$ & F5a$$ & F7a$$a$$S`Sa$!Z[tuv"|}wĞŞwџҟڟ۟AC}סء%(1&Ȥʤ̤˻5CJOJQJmHnHuCJOJQJmHnHu>*CJOJQJmHnHu >*OJQJOJQJmHnHu5OJQJmHnHu j5OJQJmHnHu 5OJQJOJQJ j5OJQJmHnHu:̤/{GaOPReghjcst456?JX]_ܸܸܸܳ|tmi|;CJ CJmHsH5CJmHsHCJ5CJ CJOJQJ 5>*CJCJCJ5 5OJQJ5CJOJQJ CJOJQJ >*OJQJOJQJ5OJQJmHnHu>*OJQJmHnHu>*OJQJmHnHuOJQJmHnHuCJOJQJmHnHu5CJOJQJmHnHu)EFO|}PQReij~ c$ & F<a$$ & F;a$$ & F:a$$ & F9a$$ & F8a$$`a$$a$$a$8]8$S`Sa$STbcĺtMjk58$ $%7Rx]7^Ra$$ $%7x]7^`a$ $ $%a$$`a$$a$$<`<a$}56J^_ $If $x$Ifa$ ($If j <$If ' $ 'a$$ $%7x]7^`a$_nq   Z CJOJQJCJ0JmHnHu0J j0JUCJ jCJUCJ@CJCJ 5@CJ     56Y}~j jD$$IfFH0)4 Fa$IfF$$IfG40)4 Ga Z 'k$$IfFp0)04 Fa200 &P P. 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